La storia dell’asinello Vida aveva toccato i cuori degli utenti della rete, che si sono mossi in modo compatto per salvarlo da una vita di sofferenza. L’animale era di proprietà di un uomo che lo utilizzava per trasportare un carretto carico di ferro e metalli, da vendere di città in città. Un lavoro complesso, arduo, stremante, tanto da abbattere l’asino al suolo privo di forze. Un anonimo testimone aveva immortalato il fatto, avvenuto nella città spagnola di Segorbe, e aveva inviato tutto all’associazione El Refugio del Burrito. Il team si era quindi attrezzato per prestare soccorso all’animale, facendolo visitare da un veterinario.

Le condizioni sono subito apparse complesse, perché l’animale era magro, denutrito, quindi estremamente fragile per continuare. Ma, nonostante le repliche, Vida è stato riconsegnato al legittimo proprietario, che non si è preoccupato di fornirgli cibo e acqua lasciandolo solo nella sua stalla.

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In pochi giorni l’associazione ha avanzato richiesta di recupero al governo, alla polizia e alla corte locale, quindi a SEPRONA, ovvero le forze dell’ordine spagnole che si occupano del benessere degli animali. Seguita da una petizione online condivisa sui maggiori social network. E grazie a un numero copioso di firme, il team ha potuto recuperare l’asinello, scontrandosi con la riluttanza e i rifiuti del proprietario.

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Ma grazie alla presenza di SEPRONA, l’azione si è conclusa positivamente e legalmente, e l’asinello è finalmente giunto tra le braccia dello staff del rifugio. Vida è il nome che ha ricevuto in dono presso il centro, e significa vita. Ha potuto ottenere nuove cure ed esami perché presentava diverse escoriazioni e infezioni agli zoccoli. Dopo un periodo di nutrimento, seguito da una dieta corretta e da cure per le ferite, Vida ha ripreso energia ed entusiasmo. Ora è un ospite fisso del rifugio dove interagisce e gioca con altri 300 suoi simili, rotolandosi nell’erba a più riprese e godendosi la nuova esistenza.

7 aprile 2017
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