Acqua avvelenata per gli abitanti della Provincia di Vibo Valentia e di altri comuni nel catanzarese. Venticinque al momento gli indagati dalla Procura vibonese tra cui figurano alcuni dirigenti dell’Azienda Sanitaria provinciale, dell’Arpacal e i sindaci dei vari comuni interessati, in particolare il neo eletto primo cittadino di Catanzaro Sergio Abramo. Di particolare rilievo la presenza di quest’ultimo in quanto presidente della ditta che si occupa dell’erogazione idrica in Calabria, la Sorical.

L’indagine sul possibile avvelenamento dell’acqua pubblica di Vibo Valentia e degli altri comuni interessati è scattata due anni fa in seguito alle denunce ricevute dai Carabinieri. Dai rubinetti fuoriusciva acqua torbida di colore rossastro, tanto da spingere la stessa amministrazione vibonese a disporre l’approvvigionamento per i propri cittadini di acqua potabile dalle autobotti e vietando al contempo il consumo di quella domestica.

Cure mediche si sono tuttavia rese necessarie per alcuni cittadini che hanno consumato o utilizzato le acque domestiche. Rischi per la salute che sono stati evidenziati nei fogli della Procura di Vibo Valentia e che sembrano lasciar presagire ulteriori sviluppi nell’inchiesta condotta da Mario Spagnuolo.

Al centro dell’attenzione dei NAS, della Corpo Forestale dello Stato e del gruppo territoriale di Vibo sono il bacino dell’Alaco e i serbatoi dove da questo l’acqua defluisce per essere poi destinata alla città. Dalle prime analisi le risorse idriche del lago sarebbero risultate non a norma e da successive verifiche è stato accertato come al suo interno finissero gli scarichi delle imprese locali e persino carcasse di animali.

17 maggio 2012
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