Veterinario dorme nella cuccia del cane: ecco gli effetti del freddo

Sono ancora molti i proprietari di cani che, nonostante le rigide temperature invernali, decidono di accudire il loro amico a quattro zampe all’aperto, impedendogli di trovare ristoro all’interno dell’abitazione. Secondo credenza popolare, infatti, il cane sarebbe assolutamente in grado di affrontare il gelo invernale, anche durante la notte, purché dotato di apposita cuccia riparata. Un veterinario statunitense, tuttavia, sostiene come questa misura non sia sufficiente e, per comprovare le sue affermazioni, ha deciso di condurre un esperimento: dormire nella cuccia del cane per un’intera notte.

Ernie Ward, veterinario di Chicago, ha sottolineato come le temperature tipiche dell’inverno siano potenzialmente dannose per tutti i quadrupedi: esiste qualche variazione da razza a razza, ma quando la colonnina comincia a scendere sotto i 10 gradi, iniziano a verificarsi le prime problematiche connesse alla salute. Così, coperto da giacconi e cappelli, ha voluto trascorrere un’intera notte nella cuccia esterna del cane, conducendo numerose misurazioni per comprendere se l’ambiente sia sufficientemente confortevole per l’animale.

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Il medico ha dimostrato come, nonostante le coperture e una cuccia chiusa, la temperatura media all’interno della struttura si aggiri tra i -5 e i -4 gradi per tutta la notte, tanto che sulle pareti della stessa si sono formati cristalli di ghiaccio conseguenti alla respirazione. Un fatto che ha portato la temperatura corporea dell’uomo a scendere rapidamente sotto i 33 gradi, una condizione molto pericolosa per la sopravvivenza. Lo stesso avverrebbe anche per i cani, a seconda della loro dimensione: le razze dalla stazza più grande resistono maggiormente al freddo, ma in ogni caso scendere sotto lo zero aumenta pericolosamente il rischio d morte.

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Il veterinario ha spiegato come la pelliccia dell’animale non sia sufficiente per assicurare adeguata protezione, inoltre una normale cuccia non offre un ambiente adeguato dal punto di vista dell’isolamento termico. È quindi necessario puntare su soluzioni coibentate, disposte al riparo dai venti e possibilmente adagiate contro la parete dell’abitazione, possibilmente ricoperte di calde coperte all’interno. Ma anche questa alternativa potrebbe non essere completamente esaustiva: è quindi consigliato portare in casa il cane, almeno di notte, concedendogli un piccolo angolo in una zona calda e protetta.

23 gennaio 2018
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