Un cucciolo spaventato piange e spinge alla compassione e alle coccole, per questo l’immagine di una cagnolina frastornata dopo un’operazione ha cavalcato velocemente la rete. La viralità è stata immediata come i commenti positivi, per la situazione delicata e affettuosa. Nel video la piccola appare avvolta in una coperta stretta tra le braccia del veterinario che l’ha operata, mentre la coccola con parole dolci. La cagnolina, ospite del BARCS Animal Shelter, è stata sottoposta a un intervento di sterilizzazione con conseguente anestesia.

Al risveglio si è ritrovata sola, spaesata, con dolori e sensazioni differenti che l’hanno gettata nello sconforto. Per questo il veterinario che l’ha seguita durante l’operazione, Dennis Moses, ha deciso di prenderla tra le braccia e cullarla con calma per rasserenare il suo animo. La piccola, di nome Meesha, ha lentamente interrotto il suo pianto straziante, trovando conforto nell’abbraccio e nel motivetto sussurratole nell’orecchio. Grazie al passaparola, pochi giorni dopo la sterilizzazione la cagnolina ha trovato una casa e un’adozione definitiva.

Il centro ha voluto condividere il video per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti delle adozioni, in particolare degli innumerevoli animali presenti presso rifugi e canili. Ma anche nei riguardi della sterilizzazione, una scelta necessaria e utile a bloccare la sempre più pressante piaga delle cucciolate randagie. Una situazione che ingrassa il numero dei branchi di strada, costretti a una vita difficile e sofferente.

Meesha ha avuto la fortuna di trovare persone compassionevoli e attente, sensibili alle sue necessità di cucciola spaventata. Gesti non così rari che spesso colpiscono positivamente il web, come la colazione condivisa dentro il box dal veterinario, seduto accanto alla cagnolina spaventata. Un atteggiamento del tutto spontaneo che ha segnato una svolta per l’animale, che ha trovato nella presenza dell’uomo conforto e protezione. Ma il canile spesso è un luogo complesso dove l’animale vive in solitudine, in reclusione, nonostante il lavoro dello staff e dei volontari impegnati a rendere meno pesante la permanenza. Solo l’adozione di questi animali potrà renderli liberi, felici e pieni di riconoscenza.

29 febbraio 2016
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