Amatissimi, ricercatissimi ma anche fortemente problematici: sono i cani definiti brachicefali, ovvero con il muso schiacciato. La loro conformazione fisica gli procura innumerevoli problematiche di salute e respiratorie, che ricadono sui costi delle famiglie. Questi esemplari sono il frutto di innumerevoli incroci e progettazioni di razza, che hanno condotto a questo genere di conformazione fisica. Piuttosto tozzi, compatti, possiedono un muso compresso che impedisce una respirazione adeguata e sana. E stimola innumerevoli infiammazioni, blocchi, ostruzioni anche agli occhi. Sono cani che, vista la mole di interventi e cure, finiscono tristemente in canile perché troppo complicati da gestire e curare.

Nonostante il look accattivante e l’indole serafica, vengono spesso acquistati a cuore leggero per poi finire in rifugio. L’associazione veterinaria British Veterinary Association (BVA) ne sconsiglia da tempo l’acquisto, perché questi cani cadono spesso vittime di problemi respiratori e diverse infezioni oculari. Questo consiglio è sostenuto apertamente anche dalle associazioni inglesi: PDSA, the Royal Veterinary College e the RSPCA and the Kennel Club. Come anticipato gli abbandoni di queste razze sono in crescita, come ha rimarcato la Battersea Dogs Home and Bluecross Animal Rescue, sottolineando un 39% in più rispetto all’anno precedente. Il gruppo si occupa di curarli, eliminando ostruzioni e infezioni.

Questo genere di interventi è un toccasana per cani come Bulldog InglesE, Carlino, Bouledogue Francese e Shih-Tzu, una vera liberazione per la loro respirazione. La scarsa informazione degli acquirenti nei confronti di queste razze è una delle problematiche maggiori, perché i proprietari non riescono a captare i segnali di allarme legati alla salute. Ciò che ha condotto alla situazione attuale è frutto di una selezione intensiva, allevamenti specifici che hanno cambiato fisicamente la fisionomia di questi cani. La RSPCA ha richiesto al Kennel Club una revisione per quanto riguarda gli standard di razza, ma la segretaria dell’associazione Caroline Kisko ha sottolineato alcuni cambiamenti importanti già avviati nel 2009. La donna ha inoltre aggiunto che le regole inerenti questi esemplari sono state stabilite da tempo, ma ciò che ne stravolge i dettami sono gli allevamenti illegali senza tutele precise e cure.

22 settembre 2016
Fonte:
Lascia un commento