UPDATE: in un recente aggiornamento, il Corriere della Sera ha smentito il ricorso ad animali per i roghi che stanno coinvolgendo la Campania, a seguito di una verifica dell’ipotesi con la Forestale.

Le aree verdi limitrofe al Vesuvio, il noto vulcano campano, sono in queste ore avvolte dalle fiamme. Del fumo nero e spesso ha colpito la zona, tanto da richiedere l’intervento tempestivo delle autorità, l’evacuazione di numerose famiglie e una vera e propria corsa contro il tempo per la contenzione del fuoco. Dei roghi di natura dolosa, secondo quanto riportato da alcune testate locali, appiccati anche tramite una pratica davvero crudele: l’ausilio di animali vivi. È quanto spiega questa mattina Il Messaggero, in un aggiornamento sul sito web del quotidiano.

Da oltre una settimana gli incendi si ripeterebbero nelle aree coinvolte dal Parco Nazionale del Vesuvio e, grazie anche alle indagini dei carabinieri forestali, si tratterebbe di roghi dall’origine dolosa: sarebbero stati individuati, infatti, otto punti di innesco in zone impervie e dalla vegetazione fitta.

=> Scopri il cane che salva la famiglia dall’incendio


Proprio data la difficoltà nel raggiungere questi luoghi, si sospetta siano a opera di malintenzionati che ben conoscono la montagna, i quali avrebbero agito anche con metodi crudeli nei confronti degli animali. Il Messaggero, infatti, spiega come potrebbero essere stati usati gatti, comparsi di benzina e dati alle fiamme: i felini, nel tentativo purtroppo vano di mettersi in salvo, si sarebbero velocemente addentrati nella boscaglia, incendiandola.

Stavolta, però, chi ha dato fuoco al Vesuvio ha deciso di fare le cose in grande, per rendere impossibile lo spegnimento. Chi ha agito conosce bene quella montagna, s’è inoltrato nei boschi e per rendere più difficile l’intervento dei vigili del fuoco, ha utilizzato animali, probabilmente gatti, povere vittime da sacrificare: cosparsi di benzina e dati alle fiamme, nelle loro disperata e inutile fuga hanno raggiunto la boscaglia più fitta dov’è impossibile intervenire con rapidità quando scoppia un incendio.

=> Scopri la gatta che salva le persone dagli incendi


Le fiamme sarebbero partite dalla zona compresa fra Ottaviano e Terzigno, per poi incontrarsi e unirsi in un’unico e grande incendio. Complice anche il vento, i roghi si sono estesi velocemente e, data anche l’area di difficile accesso, la contenzione ha richiesto ingenti sforzi.

12 luglio 2017
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento