Sigarette elettroniche non sono cancerogene, parola di Veronesi

Torna in voga il dibattito sulle sigarette elettroniche, dispositivi che negli ultimi mesi hanno generato le più fitte polemiche tra sostenitori e detrattori. A intervenire è questa volta l’oncologo Umberto Veronesi, il quale ha sostenuto come le soluzioni prive di nicotina non siano cancerogene.

L’occasione per la discussione è stata la maratona delle reti Rai per la Giornata per Ricerca sul Cancro: intervistato dai microfoni di RaiNews24, Veronesi ha sottolineato come le e-cig prive di nicotina non rappresentino un problema per la salute:

Il dispositivo senza nicotina non crea danni per il semplice fatto che non contiene tabacco e non c’è combustione di carta e tabacco: ovviamente mi riferisco alle sigarette elettroniche che presentano le massime garanzie tecniche, vendute solo in farmacia e con il marchio CE. Ma il punto è: perché utilizzarla? Ovvero, è utile strumento per smettere di fumare o meno?

In altre parole, il dibattito torna al punto di partenza: la sigaretta elettronica non presenta particolari rischi per la salute se certificata e priva di nicotina. Su quest’ultima sostanza la motivazione è molto semplice: la nicotina è un elemento dannoso per la salute, crea dipendenza e sarebbe meglio evitarla anche nei dispositivi elettronici. Come si è avuto modo di apprendere in passato, però, alcune ricerche de Il Salvagente han messo all’erta sulla presenza di possibili metalli pesanti in alcuni liquidi per gli strumenti di vaporizzazione, anche se questi studi non hanno trovato il pieno appoggio dalla comunità degli utilizzatori della sigaretta elettronica. Punto ben più interessante è l’efficacia nell’aiutare l’utente a smettere di fumare definitivamente: dalle testimonianze che spesso si leggono sui social network, pare che le e-cig diano un contributo importante alla rinuncia alle bionde, pur non essendo però strumenti miracolosi senza la forza di volontà.

E lo stesso Veronesi aggiunge: qualsiasi modalità utile ad allontanare le persone dal vizio del fumo è benvenuto, bloccarne o limitarne l’utilizzo a priori non avrebbe senso né per la salute né per la scienza.

Il tabacco causa ogni giorno, solo in Italia, più di cento morti. Di fronte a questa epidemia credo si debbano incoraggiare gli studi e le sperimentazioni in corso, e attendere i risultati. Ogni strumento che può aiutare il fumatore a liberarsi dalla sua schiavitù dev’essere considerato e valutato secondo seri e rigorosi protocolli scientifici: la sigaretta elettronica è uno di questi strumenti e quando avremo a disposizione i dati sulla sua efficacia, potremo stabilire con chiarezza la sua validità. Nel frattempo, opporsi a questo mezzo sulla base di pure ipotesi, è un danno per il progresso della nostra conoscenza sulla disassuefazione.

4 novembre 2013
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, martedì 5 novembre 2013 alle23:00 ha scritto: rispondi »

Ma lasciateli fumare e passare contenti a "miglior vita" questi poveri e bistrattati "bambini cresciuti", tanto qualche milione in meno su sette miliardi non denatalizzano certamente il pianeta. Ma forse il mio è solo il "miope ed insensibile pensiero" di un non fumatore; perdonatemi.

mario, martedì 5 novembre 2013 alle20:43 ha scritto: rispondi »

Veronesi può raccontare quello che vuole, è vero non aspiro determinate sostanze contenute nella sigaretta, ma non è ancora dimostrato la sua sicurezza. Poi se una persona dalla sigaretta normale è passata a quella elettronica, perchè continua a fumarla se come dicono aiuta a smettere?

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