Veronesi: non ha senso chiudere l’Agenzia per la sicurezza nucleare

Dopo le ultime dichiarazioni in merito all’innocuità dell’uranio impoverito, nelle quali aveva definito un “regresso” la scelta di dire addio all’atomo, l’oncologo Umberto Veronesi torna a parlare di nucleare e, anche in questo caso, il risultato non poteva che assere un nuovo vespaio di polemiche.

Rispondendo ad alcune domande circa il destino dell’autorità italiana che avrebbe dovuto monitorare tutte le fasi del processo di realizzazione delle centrali in Italia, il presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare ha infatti affermato che si tratta di una “domanda che mi faccio anche io”, puntualizzando immediatamente che lo smantellamento non avrebbe alcun senso e che, soprattutto, lui non avrebbe nessuna intenzione di dimettersi.

È chiaro che un atteggiamento del genere non poteva che creare numerose perplessità, non solo dal punto di vista della posizione dell’oncologo, forse non ancora convinto del fatto che molti non la pensino certo come lui, ma soprattutto perché tale posizione potrebbe essere facilmente scambiata per un goffo tentativo di restare attaccato alla poltrona di presidente dell’Agenzia, in barba ai cosiddetti motivi etici per cui Veronesi aveva accettato di ricoprire la carica.

Come ultimo appiglio, Veronesi ha comunque affermato:

Mi hanno fatto notare che l’Europa valuta la sicurezza nucleare in termini globali; non è che noi, finché non abbiamo centrali, siamo più sicuri di chi abita a Lugano, dove invece le centrali ci sono.

24 giugno 2011
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Gabriele, venerdì 24 giugno 2011 alle19:02 ha scritto: rispondi »

La cosa più triste è che ancora ci sia qualcuno che lo ascolti...

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