La flotta navale comunale della città di Venezia è indubbiamente consistente, potendo contare la bellezza di 58 vaporetti, 64 motoscafi, 23 mezzi per la navigazione foranea, 12 motonavi e 7 navi traghetto, considerando solo i natanti a diesel. Ma non indifferente è anche la quantità di CO2 e gas nocivi vari che viene rilasciata ogni anno nell’atmosfera da queste imbarcazioni. Inutile ricordare che di questa flotta la città non può, comunque, fare a meno.

Proprio da queste considerazioni nasce l’idea dell’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, ovvero sostituire il gasolio comunemente usato come carburante con il biodiesel:

I conti sono presto fatti: la sostituzione del gasolio con biodiesel e oli alimentari esausti ci permetterebbe di evitare di scaricare circa 60 mila tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera della laguna di Venezia.

Un risultato di certo non disprezzabile. E per sponsorizzar meglio la propria idea l’assessore si è presentato al convegno “Biocarburanti per una mobilità sostenibile in Laguna di Venezia” con una tanica di olio di semi di girasole (raffinato a biodiesel).

Andrebbero comunque ricordate tutte le riserve verso i biocarburanti riportarte in questi anni anche dalle associazione ambientaliste. Se è indubbio che abbattano la produzione di CO2 in loco, spesso contribuiscono a monte sia all’accrescimento dei prezzi delle derrate, con conseguenti carestie nel terzo mondo, sia alla distruzione di foreste per far spazio a coltivazioni intensive. Se il cammino verso i biocarburanti è percorribile, va fatto tenendo conto la delicate condizioni politiche dei paesi produttori

Questo, però, forse c’entra poco con la laguna di Venezia. Chissà se i turisti apprezzeranno l’odore di frittura che i motori a biodiesel sono soliti sprigionare.

26 febbraio 2011
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I vostri commenti
maria, sabato 26 febbraio 2011 alle11:06 ha scritto: rispondi »

Sono stata a Venezia recentemente, in effetti quello che sprigionano i motori dei vaporetti è pestifero.Avevo attribuito la cosa ai carburanti di scarsa qualità che si usano in genere per le navi. Chi si occupa di navigazione mi ha detto che se non facessero così il biglietto del trasporto marittimo sarebbe molto più caro.In verità, a Venezia per i non residente è già parecchio caro. Non sarà che vogliono guadagnare di più?

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