Non occorre molta ricerca per conoscere i benefici di efficienza dei veicoli elettrici rispetto alle rispettive controparti a propulsione interna. Tuttavia se si desidera quantificare tali vantaggi in termini di attenzione all’ambiente vale la pena esplorare dal punto di vista tecnico i parametri dei propulsori elettrici. Anche perché, alla luce delle più recenti tecnologie, bisogna tenere conto dei due tipi di propulsione a zero emissioni: quella elettrica e quella a idrogeno.

È proprio quanto ha svolto recentemente il Dipartimento di Ricerca sui Trasporti dell’Università del Michigan. I risultati di questo studio sono stati raccolti nel report “The Relative Merits of Battery-Electric Vehicles and Fuel-Cell Vehicles”.

Il documento analizza entrambe le tipologie di trazione eco friendly, tenendo conto che i veicoli a propulsione 100% elettrica utilizzano la rete per la fornitura dell’energia necessaria al movimento, mentre i veicoli elettrici a celle di combustibile (fuel cell) impiegano l’idrogeno gassoso stoccato all’interno delle celle per la fornitura di energia: un metodo simile, alla lontana, ai “normali” motori a benzina, gasolio, metano e GPL.

Vantaggi e svantaggi rispettivi sono ben conosciuti: i veicoli alimentati da energia elettrica presa dalla rete permettono un approvvigionamento elettrico più facilmente disponibile, mentre i veicoli fuel cell consentono maggiore autonomia e tempi di rifornimento più rapidi. Non c’è però soltanto questo: lo studio affrontato dall’Università del Michigan si spinge oltre, utilizzando documentazioni tecniche e interviste con esperti del settore per fornire dati reali.

Al momento sembra che i veicoli elettrici “BEV” (Battery-electric vehicles) permettano maggiori benefici per l’ambiente. In termini di costi relativi alla percorrenza (i valori medi sono espressi in miglia e dollari), il costo di 4 centesimi per miglio determina per le auto elettriche la metà di spesa rispetto a quelle fuel cell. Più basso risulta essere anche il valore di emissioni di gas serra: circa 214 g/miglio contro i 260 – 314 emessi dai veicoli a idrogeno.

Per contro i veicoli fuel cell risultano maggiormente vantaggiosi nell’impiego di carburante “well – to – wheel” (dal pozzo alla ruota), oltre che nella maggiore autonomia e nei più rapidi tempi per il rifornimento.

Va tuttavia considerato che, a proposito dell’idrogeno, attualmente anche negli Stati Uniti la situazione di approvvigionamento per l’automobilista è ben lontana dall’essere adeguatamente usufruibile: la mancanza di stazioni di idrogeno nel 98% degli Stati Uniti tiene lontani i possibili acquirenti di vetture fuel cell.

4 febbraio 2016
I vostri commenti
Sergio, venerdì 5 febbraio 2016 alle9:12 ha scritto: rispondi »

L'elettricità è già il cuore della vita; (vedi le piante stesse ancor prima dell'essere animale). E' questa la via da cui trarre insegnamento. Tuttavia petrolieri e politicanti, hanno sempre ostacolato con la guerra il progredire del benessere ambientale e delle genti. La produzione di energia idroelettrica, eolica, fotovoltaica e termosolare, se davvero incoraggiata, ci renderebbe autosufficienti di certo dal petrolio, ma non dalla burocrazia, che è il cancro inestirpabile di ogni nazione. Voi intanto continuate a diffondere così!

Guido Francesco Vicario, giovedì 4 febbraio 2016 alle19:51 ha scritto: rispondi »

ricarica auto elettriche alle colonnine: la coda di cinque, sei macchine costringe gli utenti ad ore di attesa. non ha senso parlare di tempo di attesa del singolo, ma si deve osservare cosa succede in tutte le stazioni del mondo: la fila. Poi la fornitura di energia elettrica proviene spesso da Centrali Termoelettriche che inquinano perché funzionano a petrolio. Che senso ha che l'Università del Michingan sorvoli su questo punto? C'è dietro qualche lobby contraria all'idrogeno, la più grande fonte di energia del mondo? La raccomandazione del Consiglio d'Europa è: usate l'idrogeno.

Nicola Spano', giovedì 4 febbraio 2016 alle19:31 ha scritto: rispondi »

Dalla disamina dell'articolo sembrerebbe che le fuell-cell ovvero ( riferendoci per semplicità solo alle celle a combustibile che usano idrogeno assieme al nafion come membrana a scambio protonico) siano molto più “well – to – wheel” dei comuni combustibili fossili derivati dal petrolio. A primo acchito la bilancia pende per questi tuttavia per onestà neanche le celle a combustile sono completamente green, infatti sia la produzione che lo stoccaggio di H2 richiedono energia e così pure la membrana nafion in quanto essa è essenzialmente una plastica (piuttosto costosa) derivata da un fluropolimero ramificato costituito da tetracloroetilene solfonato C7HF13O5S·C2F4. Ed inoltre vi è il problema centrale del catalizzatore (fino ad ora a base di platino) che attiva lo scambio protonico all'anodo ed il rilascio di acqua al catodo emessa all'esterno dell'automobile proprio come vapore acqueo. Pertanto se con le auto -elettriche a batteria sono necessari tempi piuttosto lunghi per la ricarica (una notte , circa 3-4h), per le fuel-celle sono necessari stazioni di rifornimento per l'idrogeno. A mio modesto parere considerando la pericolosità dell'idrogeno, dato il ciclo non green della tecnologia, dati i costi del catalizzatore non credo che la produzione commerciale di tali autoveicoli possa decollare a breve termine 2020-2030. Essa sarà destinata ad entrare non prima del 2050 quando l'auto elettrica abbia già conosciuto almeno 20 anni di evoluzione sia per batterie a Litio sia per batterie ad Alluminio. Tuttavia una inversione di tendenza potrebbe esserci con fuell-cell a METANOLO se la produzione di METANOLO bio prende il sopravvento con tecnologia completamente green e se vengono risolti i non facili problemi di avvelenamento da CO (ossido di carbonio) per il platino catalizzatore.

Giuseppe, giovedì 4 febbraio 2016 alle18:36 ha scritto: rispondi »

Le macchine dovrebbero essere tutte elettriche per poter vedere le città più pulite (peccato per il troppo interesse del petrolio).

Andrea, giovedì 4 febbraio 2016 alle18:02 ha scritto: rispondi »

Siete grandi continuate così e la diffusione della mobilità elettrica e quant'altro andrà benissimo.

Lascia un commento