Vegetariani consumatori inconsapevoli di prodotti d’origine animale. Secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori di Manchester, nel Regno Unito, responsabili sarebbero i farmaci. Assumere una medicina esporrebbe quindi i pazienti a un’assunzione in aperto contrasto con il proprio regime alimentare, sia esso una scelta morale, culturale o religiosa.

Per i vegetariani il problema è rappresentato dalla composizione dei farmaci, non costituiti dal solo principio attivo, ma da notevoli altre componenti tra le quali la gelatina animale. Un elemento quest’ultimo quasi sempre presente nei vari prodotti farmaceutici, non soltanto nelle compresse o pasticche, ma anche come addensante in medicinali liquidi o semisolidi.

I dati contenuti nello studio, pubblicato sul Postgraduate Medical Journal, sono stati ricavati attraverso l’esame di 500 pazienti sottoposti a terapie per patologie urologiche o dell’apparato urinario. Di questi 200 sono risultati appartenenti alla categoria di chi ha, per vari motivi, rinunciato alla carne.

Se da un lato è emerso come in molti dei farmaci assunti siano presenti elementi di origine animale, dall’altro ben il 43% degli intervistati dichiaratisi non consumatori di carne ha dichiarato che non assumerebbe mai consapevolmente quel tipo di medicinali, anche in caso di assenza di alternative vegetariane.

Soltanto un paziente su cinque chiede però al proprio medico curante l’effettiva composizione del farmaco e l’eventuale alternativa vegetariana. Frutto probabilmente di quella scarsa informazione che proprio gli scienziati responsabili dello studio hanno denunciato, chiedendo non soltanto alle case farmaceutiche un maggiore sviluppo di soluzioni prive di derivati animali, ma anche un’indicazione più chiara in tal senso sui fogli illustrativi dei medicinali.

28 febbraio 2012
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