Un nuovo sistema di etichettature che sappia informare i vegeteriani sulla presenza di carne nei farmaci. A chiederla alcuni medici del St Mark’s Hospital di Harrow, nel Regno Unito, in un articolo pubblicato sul British Medical Journal (BMJ). Sotto accusa circa 3 farmaci su 4, che renderebbero chi non mangia derivati animali a un consumo spesso inconsapevole.

Il problema della carne nei farmaci è particolarmente evidente, spiegano la Dr. Kate Tatham e il Dr. Kinesh Patel del St Mark’s Hospital, anche per quanto riguarda le reali possibilità di evitarne il consumo. Secondo quanto si legge nell’articolo, anche qualora il proprio medico si mostrasse favorevole alla scelta e provasse a prescrivere al paziente un farmaco privo di sostanze animali, la mancanza di un’etichettatura specifica rende il compito piuttosto difficile.

Nel mirino sono soprattutto lattosio, gelatina animale e magnesio stearato. Dei 100 farmaci presi in esame dai medici britannici 74 esponevano i vegetariani ad un consumo indesiderato di carne, in alcuni casi anche derivata dal maiale. Un fattore quest’ultimo che potrebbe creare ulteriori problematiche nel caso di pazienti appartenenti a religioni come quella islamica, che ne vietano l’assunzione.

La soluzione ideale sarebbe, secondo Tatham e Patel, l’indicazione all’interno del foglietto illustrativo non soltanto dei prodotti utilizzati, ma anche della loro origine. Chiarendo questo aspetto si rivelerebbe più agevole il compito sia di chi ha scelto un’alimentazione vegeteriana o vegana, sia quello di medici e farmacisti. Meglio ancora sarebbe se l’informazione di assenza di derivati animali fosse inserita anche sulle confezioni.

Ipotesi che al momento si scontrano, concludono i ricercatori, con l’attuale normativa UE:

Le informazioni sulla presenza di derivati animali nei farmaci sono difficili da ottenere, poco chiare, scarsamente registrate e alle volte non corrette. Miglioramenti nell’etichettatura dei farmaci, che rispecchino quegli standard che i produttori volontariamente utilizzano mostrando sulle confezioni il simbolo della Vegetarian Society aiuterebbe a informare sia i medici che prescrivono le terapie che i distributori e i pazienti.

Ad ogni modo, ai produttori è attualmente proibito nell’UE inserire nel foglio illustrativo dei propri farmaci l’indicazione di prodotto utilizzabile da vegetariani e vegani dal momento che vengono indicati come “stili di vita”. Un cambiamento di questa regola al fine di permettere una semplice scritta circa il contenuto o meno di derivati animali renderebbe facile implementare e migliorare la chiarezza e la possibilità di scelta del paziente.

6 febbraio 2014
I vostri commenti
Cosmic, giovedì 6 febbraio 2014 alle13:44 ha scritto: rispondi »

per correttezza però scrivano anche che il farmaco è stato testato sugli animali, così gli animalisti contrari alla sperimentazione animale capiscono che la loro è solo ipocrisia e disinformazione, oppure se sono coerenti smettono di curarsi.

Luigi Temporin, giovedì 6 febbraio 2014 alle12:36 ha scritto: rispondi »

Io mi domando perché si abbia bisogno di etichettatura per i vegetariani se attraverso i prodotti caseari e uova muoiono miliardi di animali. L´unica etichettatura che SERVE veramente é quella vegana.

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