Varicocele: sintomi e trattamento

Per varicocele si intende la dilatazione di un vaso o plesso venoso come conseguenza di una stasi ematica. Le vene vedono ridotta la loro tonicità ed elasticità, e il sangue perde la forza propulsiva ristagnando all’interno del vaso dilatato.

Si parla spesso di varicocele testicolare essendo questa patologia la più diffusa tra gli uomini e di più semplice diagnosi, ma in realtà anche nelle donne possiamo riscontrare un varicocele in sede ovarica con ristagno di sangue nelle vene ovariche e uterine. Reperto frequente è anche il varicocele rettale che prende il nome di emorroidi. Nella donna il varicocele è di più difficile diagnosi e il segno clinico di tale patologia è piuttosto generico manifestandosi sottoforma di crampi addominali, ciclo mestruale irregolare, dolore post rapporto sessuale, stranguria e costipazione.

Il varicocele testicolare colpisce in particolar modo gli adolescenti durante la fase dello sviluppo sessuale. Le cause sembrerebbero congenite e la stazione eretta associata alla predisposizione determina un aumento pressorio all’interno delle vene testicolari; anche deficit degli sfinteri venosi possono essere causa di tale patologia.

Uomo a letto con mal di testa

Man sitting on his bed with his head on his hand | Shutterstock

Sintomi

I segni clinici sono: forte dolore ai testicoli, fastidio allo scroto durante il movimento delle gambe e dell’inguine, vasi testicolari che diventano visibili macroscopicamente, perdita momentanea della fertilità; quest’ultima è conseguenza della vasodilatazione che induce un aumento della temperatura all’interno dello scroto. Gli spermatozoi sono attivi a temperature di circa 2-3 gradi inferiori rispetto a quella corporea; in corso di varicocele la temperatura scrotale aumenta e gli spermatozoi divengono inattivi.

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La diagnosi viene effettuata sia mediante visita clinica che attraverso l’ecodoppler. Nell’uomo un test validato di diagnosi è la Manovra di Valsalva che consiste nel far eseguire al paziente un’ espirazione a glottide chiusa contraendo pertando i muscoli addominali e inguinali e favorendo così un aumento della pressione inguinale; in base alla minore o maggiore visibilità dei vasi testicolari si determina un differente grado di gravità della patologia che va da uno stadio subclinico ad un terzo stadio in cui non serve palpare i vasi ma questi divengono evidenziabili al solo esame visivo.

L’ecodoppler è un test sicuramente più accurato e sensibile e si basa sullo studio del flusso sanguigno all’interno dei vasi. Nella donna a differenza dell’uomo è trans vaginale. Anche questo esame permette di classificare il varicocele in base alla diversa gravità. Nell’uomo viene consigliato un esame dello sperma (spermiogramma) così da valutare le eventuali alterazioni della funzionalità e della vitalità degli spermatozoi dato il rischio infertilità transitoria.

Uomo dall'andrologo

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Trattamento

La terapia dipende dalla gravità del quadro. Agli stadi iniziali o in caso di diagnosi precoce di varicocele si potrà far ricorso alla terapia farmacologica. Se diagnosticato già a stadi avanzati è prettamente chirurgica, il medico consiglierà se procedere a una microchirurgia detta “embolizzazione”, che si esegue in anestesia locale e consiste nella chiusura del vaso dilatato, o ad un intervento con approccio più tradizionale in anestesia generale solitamente per via lapascopica.

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L’embolizzazione è una procedura della durata di 20 minuti circa e l’intervento viene eseguito in day hospital con una ripresa del paziente molto rapida. La chirurgia non mininvasiva prevede un ricovero di almeno due giorni e la ferita chirurgica va monitorata e disinfettata, pertanto la ripresa del paziente è più lenta e non è scevra da complicanze quali gonfiori, edemi, sieromi in sede scrotale.

Vi sono inoltre alcune indicazioni utili per ridurre il rischio di manifestare varicocele o per alleviare il disturbo durante la fase di trattamento. Uno di questi è l’alimentazione, che deve essere ricca di fibre per evitare che un eccessivo sforzo nell’evacuazione possa indurre una pressione sui plessi venosi (col rischio che possano dilatarsi). Si consiglia inoltre un abbigliamento e la scelta di un intimo che non stringano troppo intorno all’area testicolare.

Per quanto riguarda l’attività sportiva è bene ricordare che, sebbene diversi medici ne autorizzino la pratica, la scelta dell’esercizio deve cadere su sport che non prevedano contatto (come ad esempio arti marziali, calcio e basket) o eccessivi sforzi (come per il body building). Tra i rimedi naturali si rivelano utili l’ippocastano, il mirtillo nero e il rusco. Chi volesse provare la strada dell’omeopatia può rivolgersi al proprio omeopata di riferimento per il dosaggio specifico, mentre per quanto riguarda i singoli trattamenti si segnalano l’Aesculus hyppocastanus, Sorbus domestica, Zincum metallicum, Ruta e Pulsatilla.

20 luglio 2018
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