Varicella: sintomi, contagio e durata

La varicella è una malattia infettiva contagiosa causata dal virus , appartenente alla famiglia degli Herpes virus. L’infezione è caratterizzata dalla comparsa di vesciche rosse su tutto il corpo: l’eruzione cutanea è anche accompagnata da un intenso prurito. La malattia colpisce soprattutto i bambini e, come altre malattie esantematiche tipiche dell’infanzia, solo in rari casi può ripresentarsi nello stesso modo: l’immunità acquisita con la prima infezione permane in genere per tutta la vita.

Il virus della varicella però rimane latente nei gangli dei nervi spinali senza dare sintomi. Con la compromissione delle difese immunitarie, e in altre condizioni, il virus si riattiva causando la malattia nota come Fuoco di Sant’Antonio. Oggi la malattia è più rara, in quanto più di vent’anni fa è stato introdotto il vaccino contro la varicella e, di conseguenza, i casi sono notevolmente diminuiti.

Come si prende

Pelle

Il virus della varicella nella maggior parte dei casi si trasmette con il contatto con una persona infetta. Il virus è trasmissibile da parte di un soggetto che l’ha contratto anche uno o due giorni prima che appaiano le vesciche pruriginose. Il paziente rimane contagioso fino a quando tutte le vesciche non sono completamente secche. Il virus può diffondersi attraverso:

  • saliva;
  • tosse;
  • starnuti;
  • contatto con il fluido, essudato, delle vesciche cutanee;

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L’infezione può essere contratta da chiunque non sia stato in precedenza in contatto con il virus o non sia stato vaccinato. La mamma che ha contratto la varicella, e che risulta dunque immunizzata, trasferisce al neonato l’immunità per circa tre mesi dalla nascita.

Sintomi e diagnosi

Medico

Uno dei primi sintomi della malattia è la comparsa di prurito generalizzato: l’eruzione cutanea vera e propria, con la diffusa comparsa delle vesciche, avviene anche 7-10 giorni dopo il momento del contagio. L’infezione del virus varicella zoster è spesso causa anche di:

  • febbre;
  • mal di testa;
  • perdita di appetito.

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A queste manifestazioni generiche di malessere fa seguito l’eruzione cutanea, la cui progressione può essere divisa in tre fasi consecutive:

  • comparsa su tutto il corpo di vesciche rosse e pruriginose;
  • le vesciche cutanee si riempiono di un liquido trasparente;
  • le vescicole cominciano a guarire e, sulla loro superficie, si forma una crosta secca.

Nel complesso, l’eruzione cutanea guarisce in un periodo di tempo compreso tra 7 e 14 giorni. Il medico è in genere in grado di diagnosticare la varicella sulla base di un esame fisico e la valutazione della presenza, distribuzione e aspetto delle vesciche. Solo in rari casi si ricorre al test di laboratorio per confermare l’infezione virale.

Possibili complicanze

La malattia ha in genere un decorso benigno, tuttavia non sono rari i casi in cui si diffonde anche agli occhi o viene complicata da una infezione batterica secondaria. Vanno incontro con maggiore frequenza alle complicazioni del quadro clinico:

  • i pazienti anziani;
  • i neonati;
  • tutti i soggetti con sistema immunitario compromesso da altre malattie infettive o dall’assunzione di importanti terapie farmacologiche;
  • le future mamme.

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In questi gruppi di pazienti la malattia potrebbe anche degenerare in polmonite virale.
Le donne esposte al virus della varicella durante la gravidanza al contatto con il virus, hanno un maggiore rischio di dare alla luce un bambino con gravi problemi, anche disabilità intellettuali.

Come si cura

In caso di infezione è necessario astenersi dal frequentare scuole, asili e, nel caso di un adulto, il luogo di lavoro. L’osservazione di alcune norme igieniche consentirà di evitare ai membri di una stessa famiglia, o comunità di entrare in contatto con le vesciche cutanee e ridurre le possibilità di contagio e diffusione del virus. Il prurito e gli altri sintomi possono essere controllati con farmaci antistaminici o antinfiammatori rispettivamente.

27 settembre 2018
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