Siete appassionati di dolci alla vaniglia? Fate attenzione al portafogli perchè i prezzi di questi alimenti potrebbero subire una pesante impennata. Il ciclone Enawo che si è abbattuto sulle coste del Madagascar in questi mesi ha distrutto, con raffiche di vento fino ai 230 chilometri all’ora, gran parte delle piantagioni di vaniglia e, considerato che questa nazione produce l’80% della vaniglia mondiale, è ovvio che il costo delle produzioni e del prodotto puro sia aumentato notevolmente.

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Non solo intemperie e cicloni a far raddoppiare, se non triplicare, il costo delle bacche di vaniglia, ci si sono messe anche le speculazioni dei commercianti. Furti e attacchi alle piantagioni rimaste sono praticamente all’ordine del giorno a quanto raccontato dai produttori locali che vedono questo settore come sempre più pericoloso.

Ovviamente così anche le multinazionali hanno dovuto fare i conti con il boom dei prezzi della materia prima, aumentando a loro volta il costo dei prodotti finali come gelati, dolci e budini. È soprattutto il mondo del gelato a rischiare maggiormente: visto che i prezzi sono saliti ai 600 dollari al grammo alcune gelaterie, come la catena londinese Oddono, hanno deciso di ritirare il gelato alla vaniglia dalla produzione.

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Anche il colosso Nestlé ha dichiarato che per arginare il costo invece di usare vaniglia pura cercherà di usare un mix diverso. C’è invece chi aumenta semplicemente i prezzi come la Movenpick, svizzera, che ha rincarato il prezzo del gelato del 2,5%. Per quanto riguarda invece il mondo della cosmesi l’aumento dei costi è ridotto.

Non tutto il male vien per nuocere però: se da una parte vi sono costi elevatissimi per i prodotti alla vaniglia, dall’altra i produttori “sopravvissuti” al ciclone hanno guadagnato bene e ora, come riporta Tim McCollum, fondatore di Madécasse Chocolate & Vanilla, sul Financial Times, i coltivatori di vaniglia del Madagascar possono costruirsi case e assicurare l’educazione ai figli.

24 agosto 2017
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