L’Unione Europea ieri ha aggiornato la direttiva europea sull’impatto ambientale dei progetti, l’Environmental Impact Assessment (EIA). Negli ultimi 25 anni, l’Europa e il mondo intero hanno dovuto far fronte ad alluvioni, ondate di siccità e caldo intenso, bombe d’acqua ed altri eventi meteorologici estremi.

Impensabile dunque che le vecchie norme della VIA, la Valutazione dell’Impatto Ambientale, restassero immutate. Allevamenti intensivi, porti, opere pubbliche, centrali elettriche, autostrade, discariche, reattori nucleari, ponti dovranno ora essere costruiti guardando anche agli effetti, spesso devastanti, dei cambiamenti climatici. Questo per non farsi trovare impreparati, come sta accadendo di frequente purtroppo negli ultimi anni in Italia a causa delle piogge più abbondanti.

La nuova VIA terrà conto di nuovi parametri come la prevenzione delle catastrofi, l’adattamento e la resistenza ai cambiamenti climatici, l’ottimizzazione delle risorse e l’efficienza energetica. Secondo gli intenti dichiarati dalla Commissione Europea, l’obiettivo di queste nuove norme per la valutazione dell’impatto ambientale è sia di proteggere meglio l’ambiente, sia di snellire le procedure burocratiche agevolando l’avvio di nuovi progetti sostenibili.

La decisione sulla necessità di sottoporre un progetto alla VIA dovrà essere presa entro 90 giorni, salvo casi eccezionali, mentre le consultazioni pubbliche dovranno durare almeno 30 giorni. I rapporti dovranno essere esposti in modo più chiaro ai cittadini, illustrando lo stato attuale dell’ambiente ed eventuali alternative ancora più a basso impatto per il progetto, in totale trasparenza e tenendo conto delle obiezioni e del consenso locale.

Le autorità competenti dovranno dimostrare la loro obiettività, provando di non avere conflitti d’interesse. Gli Stati membri avranno il potere di semplificare le procedure per la valutazione dell’impatto ambientale.

Inoltre, qualora un progetto avesse ripercussioni negative sull’ambiente, gli sviluppatori saranno obbligati a eliminarle, ridurle o prevenirle. Gli Stati membri dovranno applicare le nuove regole previste dall’Unione entro il termine massimo del 16 maggio del 2017, comunicando alla Commissione Europea la legislazione nazionale adottata per recepire la direttiva comunitaria.

16 maggio 2014
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Carlo, domenica 18 maggio 2014 alle15:55 ha scritto: rispondi »

Sito molto interessante per le varie tematiche/problematiche affrontate con chiarezza e professionalità, oltre ai continui aggiornamenti messi a disposizione. L'ambiente è oggi, più che mai la madre di tutte le problematiche causate dall'uomo e pertanto occorre, a partire dalla scuola, istituire percorsi informativi/formativi da parte di veri , equilibrati addetti ai lavori. Le future generazioni, se prese in tempo, saranno la " loro stessa salvezza " se capiranno il rispetto per la natura, il paesaggio, i consumi, insomma se applicheranno la eco-sostenibilità in tutto e per tutto in ogni dove.

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