Vaccino antinfluenzale: benefici e controindicazioni

Il vaccino antinfluenzale è disponibile ogni anno all’incirca nello stesso periodo: da metà ottobre a fine dicembre. Questi, infatti, sono i mesi più indicati per effettuare la vaccinazione.

Tra tutti i vaccini, quello antinfluenzale merita una trattazione a parte in quanto diretto verso un virus altamente mutageno, ossia in grado di modificarsi spesso. Ogni anno, su indicazione dei dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in merito ai ceppi che si prevede saranno in circolazione, viene formulata la nuova composizione del vaccino.

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Vediamo cos’è l’influenza, i benefici del vaccino, quali sono le categorie di pazienti per cui è indicata e quali le controindicazioni.

Cos’è l’influenza: incidenza e sintomi

L’influenza è una malattia acuta respiratoria, causata dall’infezione da parte dei virus influenzali. Si tratta di una malattia stagionale che si presenta tipicamente ogni anno nei mesi della stagione invernale. Il ceppo virale che ne è causa è stato isolato per la prima volta negli anno ’30 del secolo scorso. Oggi è noto che i virus influenzali sono di 3 tipi:

  • i virus tipo A e di tipo B, che sono la causa delle classica influenza;
  • il tipo C, considerato più debole: si tratta infatti di un virus che causa sintomi di scarsa importanza.

Il virus influenzale, come già detto, ha una elevata tendenza alla mutazione, pertanto le nostre difese non possono acquisire l’immunità: ciò determina la necessità di allestire sempre un nuovo vaccino.

Ogni anno la malattia colpisce circa il 10% della popolazione generale, la fascia maggiormente coinvolta va dalla prima infanzia fino all’adolescenza, ossia dalla nascita ai 14 anni: in questa fascia della popolazione, l’incidenza dei casi raggiunge il 22%.

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L’influenza si trasmette attraverso il contatto con persone già infette: il virus è presente nella saliva, nel muco delle vie respiratorie superiori e penetra facilmente attraverso le mucose più esposte come sono quelle della bocca, del naso e degli occhi. Per questo motivo, risultano particolarmente a rischio gli ambienti affollati, dove è facile essere molti vicini a persone che starnutiscono o si soffiano il naso, appoggiando poi le mani su superfici promiscue come maniglie e corrimano. Dopo circa tre o quattro giorni dal primo contatto, il paziente comincia a manifestare i primi sintomi: febbre più o meno alta della durata di due o tre giorni, brividi, dolori ossei, articolari e muscolari, mal di testa, malessere generale, mal di gola, raffreddore, tosse secca, occhi rossi e talvolta congiuntivite. Nei bambini molto piccoli, l’influenza causa anche vomito e diarrea. La diagnosi della malattia spetta al medico, il quale si basa essenzialmente su l’anamnesi e l’esame obiettivo.

Vaccinazione antinfluenzale

Il vaccino è la più efficace prevenzione nei confronti di questa malattia: nelle persone vaccinate, la probabilità di contrarre l’infezione è molto bassa e, nel caso ne vengano comunque infettate, i sintomi si manifestano in maniera lieve. La vaccinazione prevede la somministrazione di una sola dose di vaccino per via intramuscolare: nei soggetti di età maggiore di 12 anni, l’iniezione si effettua nel muscolo del braccio, mentre nei più piccoli è preferibile farla sul gluteo. Ogni anno l’influenza causa in Europa 40.000 decessi, nel 90% dei casi nei pazienti di età superiore ai 65 anni affetti da malattie croniche come diabete, malattie immunitarie, cardiovascolari o respiratorie.

Vaccinazione antinfluenzale indicazioni

Secondo le raccomandazioni per la stagione 2017-2018 del Ministero della Salute, la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata nei:

  • soggetti di età pari o superiore a 65 anni;
  • bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze;
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico;
  • donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza all’inizio della stagione epidemica;
  • lungodegenti in ospedale o cliniche;
  • medici e personale sanitario;
  • familiari e non a contatti di soggetti ad alto rischio;
  • addetti a servizi pubblici e categorie di lavoratori a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione.

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Le complicazioni più frequenti sono quelle respiratori, come sinusiti, otiti, bronchiti e soprattutto polmonite. Quest’ultima potrebbe essere causata dallo stesso virus influenzale oppure da una contemporanea infezione batterica.

Vaccinazione antinfluenzale: controindicazioni

Il vaccino contro l’influenza è controindicato nei:

  • lattanti al di sotto dei sei mesi;
  • soggetti che abbiano manifestato una reazione allergica grave al vaccino o a un suo componente.
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    I pazienti con malattia acuta, con o senza febbre al momento della vaccinazione, devono essere rimandati a guarigione avvenuta.

    False controindicazioni sono:

    • allergia alle proteine dell’uovo senza anafilassi;
    • malattie acute di lieve entità;
    • allattamento.

    5 dicembre 2017
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