Vaccino antinfluenzale per bambini: pro e contro

Il vaccino antinfluenzale per i bambini di età superiore ai 6 mesi è raccomandato dalle indicazioni del Ministero della Salute. L’influenza è una malattia infettiva altamente contagiosa, molto diffusa nei mesi invernali, che colpisce il 10% della popolazione generale, ma la fascia di età più colpita va dalla prima infanzia fino ai 14 anni. Nei soggetti in età pediatrica, appunto fino ai 14 anni, l’incidenza dei casi di influenza raggiunge il 22%.

La vaccinazione è indicata nei:

  • bambini di età maggiore di 6 mesi e ragazzi affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze;
  • bambini e adolescenti in terapia a lungo termine con acido acetilsalicilico;
  • lungodegenti, anche bambini, in ospedale o cliniche.

L’influenza è una malattia acuta respiratoria causata dall’infezione da parte dei virus influenzali del genere Orthomixovirus: è una malattia stagionale che si presenta ogni anno. I virus infettano per contatto le vie aeree superiori e inferiori: naso, gola e polmoni. L’infezione si propaga facilmente da soggetto a soggetto, soprattutto in ambienti affollati e in cui, per naturale gestione, è facile entrare in contatto le secrezioni del naso e della bocca dei soggetti infetti. In altre parole asili nido, scuole materne e primarie e tutti gli altri luoghi di associazione dei bambini. Questi ultimi lasciano tendono a non soffiarsi il naso correttamente e hanno poca accortezza nel toccare superfici promiscue, come giochi e banchi, dopo aver starnutito o tossito.

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La vaccinazione è la prevenzione più efficace per prevenire le complicazioni della malattia. Tra queste, le più frequenti sono quelle respiratorie come sinusiti, otiti, bronchite e polmonite. Queste ultime non devono essere sottovalutate soprattutto nei piccoli pazienti affetti da malattie croniche anche gravi.

Bambini più a rischio e raccomandazione vaccino

Il Ministero della Salute, come gli Enti Sanitari di altri Paesi, la Commissione Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria e la Federazione Italiana Medici Pediatri, concordano nel considerare la vaccinazione un approccio efficace e sicuro per prevenire l’insorgenza di complicanze nei bambini di età superiore ai sei mesi. In particolare quando sono affetti da:

  • malattie croniche dell’apparato respiratorio asma, displasia broncopolmonare e fibrosi cistica;
  • malattie croniche dell’apparato cardio-circolatorio;
  • diabete mellito;
  • malattie renali e insufficienza renale;
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
  • immunodeficienza;
  • malattie infiammatorie e sindromi croniche intestinali;
  • malattie neurologiche e neuromuscolari;
  • malattie per le quali sono programmati interventi chirurgici.

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Il rischio di contrarre influenza e andare incontro a complicazioni gravi come la polmonite è maggiore per questi bambini. Tutti i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni non affetti da alcuna patologia, e dunque esclusi dalle categorie a rischio, oggi non vengono sempre vaccinati: l’opportunità della vaccinazione è ancora argomento di discussione. La comunità scientifica internazionale non promuove alcun piano di vaccinazione in questi soggetti.

La vaccinazione è controindicata nei bambini di età inferiore ai sei mesi, per assenza di studi che ne provino l’efficacia. Per favorire il benessere di questi bambini, soprattutto se affetti da malattie croniche, è possibile proteggerli in modo indiretto vaccinando la mamma e tutti coloro che sono coinvolti nella loro cura. La vaccinale antinfluenzale è considerata sicura e la produzione e la somministrazione sono oggetto di un costante e attento monitoraggio.

Controindicazioni al vaccino antinfluenzale

Il vaccino antinfluenzale è controindicato:

  • nei neonati e nei lattanti al di sotto dei sei mesi;
  • nei bambini che abbiano manifestato reazioni allergiche a una precedente vaccinazione o ad uno dei componenti della formulazione.

I piccoli affetti da malattie acute di media o grave intensità, con o senza febbre, dovrebbero posticipare la vaccinazione fino a remissione dei sintomi e avvenuta guarigione.

6 dicembre 2017
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