Prevenire l’influenza e soprattutto limitare le complicanze che spesso si manifestano in coloro che hanno contratto il virus, indebolendo ulteriormente l’organismo: questi sono i due obiettivi primari del vaccino antinfluenzale, che ogni anno viene messo a disposizione dal Ministero della Salute.

La vaccinazione antinfluenzale non ha valenza pluriennale e pertanto dovrebbe essere ripetuta ogni anno, anche tenendo conto dei vari ceppi virali che variano periodicamente e che devono essere affrontati cambiando la composizione del vaccino stesso.

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Chi decide di vaccinarsi, tuttavia, deve essere consapevole dell’inutilità della vaccinazione antinfluenzale contro altre tipologie di virus non influenzali, che provocano malattie da raffreddamento o stati febbrili, dai quali non si è comunque protetti.

Quando vaccinarsi

Ogni anno il Ministero della Salute avvia campagne di vaccinazione antinfluenzale in un determinato periodo, solitamente corrispondente ai mesi che vanno da ottobre a dicembre: è lo stesso Ministero a illustrarne le ragioni, sottolineando come questo lasso di tempo sia indicato tenendo conto della situazione climatica e dell’andamento temporale che ha caratterizzato le epidemie influenzali in Italia.

I vaccini vengono distribuiti su tutto il territorio nazionale ma possono essere resi disponibili alle singole ASLin periodi differenti. Queste strutture sanitarie possono anche deliberare autonomamente riguardo le modalità di distribuzione e somministrazione dei vaccini.

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La vaccinazione prevede un’iniezione intramuscolo effettuata in modo differente sugli adulti e sui bambini: per i primi la somministrazione avviene nella parte superiore del braccio, per i secondi nel muscolo antero-laterale della coscia. Può essere effettuata sia presso il medico di base o il pediatra, sia rivolgendosi alle strutture sanitarie locali.

Chi dovrebbe vaccinarsi

La vaccinazione antinfluenzale può essere effettuata da tutti coloro che vogliono evitare di essere contagiati dal virus, tenendo conto del parere del proprio curante e in assenza di controindicazioni.

Il Ministero, in particolare, consiglia vivamente e rende disponibile gratuitamente il vaccino ad alcune categorie ritenute a rischio considerando l’obiettivo primario della vaccinazione stabilito dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità): prevenire le forme influenzali gravi e complicate, limitando la mortalità prematura.

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I soggetti ritenuti a rischio sono:

  • persone di età pari o superiore a 65 anni;
  • bambini con più di 6 mesi, ma anche ragazzi e adulti fino a 65 anni che siano affetti da malattie tali da aumentare il rischio di complicanze da influenza (tra queste si annoverano le malattie respiratorie croniche, le patologie dell’apparato cardio-circolatorio, il diabete mellito e altre malattie metaboliche, l’insufficienza renale/surrenale cronica, i tumori, le malattie congenite o acquisite caratterizzate da uno stato di immunosoppressione, le epatopatie croniche);
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico;
  • donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza all’inizio della stagione epidemica;
  • pazienti ricoverati presso strutture per lungodegenti;
  • medici e personale sanitario;
  • familiari di soggetti ad alto rischio;
  • addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo;
  • persone che – per cause lavorative – sono a contatto con animali ritenuti possibile fonte di infezione da virus influenzali non umani.

24 ottobre 2017
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