Viaggiare rendendo la propria vacanza più sostenibile è sempre più importante, soprattutto per i turisti italiani. Come hanno dimostrato recenti sondaggi i viaggiatori d’Italia prestano sempre più un occhio di riguardo al muoversi “green”. Un modo ottimale per farlo sembrano essere le case in condivisione.

Secondo uno studio promosso dal servizio di case in condivisione Airbnb e realizzato da Cleantech, usufruire di immobili privati anziché di strutture alberghiere tradizionali può risultare più ecosostenibile rispetto alle soluzioni standard. Inoltre varie sono le possibilità di affitto, che vanno dal normale appartamento fino al castello o alla baita sugli alberi.

Come indicato da alcuni dati sui soggiorni degli ospiti iscritti al loro servizio, sostiene Airbnb, un consumo medio di elettricità ogni anno inferiore del 63% rispetto ai frequentatori di hotel. Un risparmio equivalente al fabbisogno annuo di circa 19.000 abitazioni.

Discorso analogo per quanto riguarda i consumi di acqua il cui risparmio equivarrebbe, secondo Airbnb, a un quantitativo corrispondente a 270 piscine olimpiche. Anche le emissioni di CO2 risultano inferiori alla media di un cliente di hotel, in questo caso una riduzione pari al gas serra emesso da circa 33.000 vetture statunitensi.

Anche se, come ha affermato in un’intervista rilasciata a Time il CEO della Marriott Hotel, Arne Sorenson, si trattasse solo di “esperimenti interessanti” e non in grado però di competere con le strutture tradizionali, per chi vuole viaggiare rispetto di più l’ambiente può essere una soluzione a portata di click.

6 agosto 2014
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I vostri commenti
fausto cristofanelli, domenica 17 agosto 2014 alle19:48 ha scritto: rispondi »

mi piacerebbe ricevere tutte le informazioni possibili riguardo le novità nei sistemi di produzione emergia e loro applicazioni. Grazie

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