USA: dazi commerciali al fotovoltaico cinese

Tanto tuonò che piovve. La guerra commerciale tra USA e Cina sul fotovoltaico sta per portare (probabilmente già a partire da maggio) all’imposizione di dazi commerciali da parte degli Stati Uniti nei confronti delle celle solari cinesi prodotte sottocosto. Il Dipartimento per il Commercio americano, infatti, ha annunciato una tassa doganale compresa tra il 2,9% e il 4,73% del valore della merce importata.

Basterà a frenare il dumping fotovoltaico della Cina che, grazie a robusti finanziamenti pubblici, permette ai produttori locali di esportare celle e pannelli fotovoltaici a un prezzo inferiore ai costi di produzione? In molti credono di no. Ma, allo stesso tempo, l’imposizione dei dazi doganali non è un fatto da sottovalutare.

Innanzitutto perché è un segnale, e anche chiaro, degli americani ai Cinesi. Poi perché va visto all’interno delle regole del commercio internazionale, cioè della WTO della quale fanno parte sia gli USA che i Cinesi. Ultimo, ma non per importanza, perché se passa la linea che gli Stati Uniti possono imporre dazi commerciali alla Cina sul fotovoltaico allora è assai probabile che l’Europa faccia altrettanto.

I segnali già ci sono: l’EPIA, l’Europea Photovoltaic Industry Association, pochissimi giorni fa ha chiesto ufficialmente alle istituzioni europee di prendere una posizione sul dumping fotovoltaico cinese. Ricordando proprio le regole WTO, che in teoria vieterebbero aiuti di stato così pesanti da parte della Cina.

Allo stesso tempo, infine, aspettiamoci una reazione di quest’ultima. Che difficilmente starà a guardare mentre USA ed Europa cercano di frenare le sue esportazioni in un settore tanto strategico e nel quale, nel 2011, è stata la leader indiscussa.

24 marzo 2012
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