Immaginare di non comprare più la macchina, di non doversi sentire obbligato a ricordare quando bisogna fare la revisione, il tagliando, pagare il bollo, fare benzina, l’assicurazione e doversi imbattere nella ricerca spasmodica di un parcheggio. Immaginare di avere tutto quello che ci serve a portata di mano: si tratti di un’auto, di uno scooter, di una bicicletta o, perché no, di un taxi. Immaginare. Fino a quando non arrivano due giovani informatici che creano l’applicazione del momento.

Perché Urbi è tutto questo e ancora altro: è una app che permette di poter avere in mano tutti i servizi di sharing mobility a disposizione, di accendere il localizzatore GPS per poter trovare una vettura car2Go come una Enjoy, una bicicletta tramite BikeMe o un taxi tramite MyTaxi e molto altro. Come ha annunciato Emiliano Saurin, ideatore della app insieme a Serena Schimd:

In futuro sognamo di poter inserire anche altri servizi l’idea potrebbe essere quella di permettere a chiunque di poter acquistare biglietti dei mezzi pubblici e avere anche gli orari, ma facciamo un passo alla volta.

La svolta però è già di quelle epocali: perché se da un lato è vero che la mobilità condivisa è una delle chiavi di volta degli ultimi anni, è altrettanto vero che avere più servizi tutti a portata di mano non può che essere un vantaggio per l’utente finale. Ovviamente anche per la collettività, visto che questo consente emissioni minori di CO2, minor traffico e di conseguenza inquinamento.

L’idea di Urbi è quella di offrire car sharing, scooter sharing, stazioni di servizio, parcheggi e tutto quello che riguarda la mobilità condivisa in un’unica applicazione: “Da un bisogno personale è nata una start up di successo”, spiega Emiliano Saurin. La storia è quella di due giovani informatici, lo stesso Saurin e Serena Schmid, emigrati a Berlino:

Dovevamo rimanerci due settimane, ci siamo stati quattro anni non avendo un’auto, avevamo bisogno di uno strumento per poter avere sotto mano tutti i servizi di mobilità condivisa. Quindi è nata Bat Sharing, nome primordiale di Urbi.

Da lì 50.000 euro di finanziamento della comunità europea, prima dell’arrivo di Lastminute.com che ha creduto nel progetto con un forte investimento. In Urbi ad oggi si possono trovare le vetture in car sharing di Enjoy, car2Go e Share’NGo, il bike sharing di BikeMe, i taxi di MyTaxi, gli scooter Enjoy, le stazioni di servizio, i parcheggi e le wifi gratuite della città. Prosegue Saurin:

Era quello di cui avevamo bisogno noi a Berlino e io m’immagino Urbi come un servizio a disposizione dei cittadini e dei turisti.

L’appoggio di Lastminute.com da questo punto di vista sarà un toccasana per Urbi, considerato che quest’ultima “offrirà” il servizio di Urbi a tutti coloro che andranno ad acquistare un pacchetto vacanza.

Urbi è un’applicazione gratuita e made in Italy, presentata a Mobility in Italy, evento che raggruppa tutti i più importanti player del settore a Milano il 28 e il 29 aprile. Disponibile per smartphone, tablet ed Apple Watch, scaricabile da App Store e Google Play, Urbi è presente in undici città italiane, tra cui Roma, Milano, Torino e Firenze, e sette in Germania, oltre a Copenhagen, Amsterdam, Stoccolma, Madrid e Vienna.

29 aprile 2016
Lascia un commento