Si potrebbe sostenere, anche senza azzardare troppo, che qualsiasi problema di conflitto tra l’uomo e la natura/il pianeta, trae le sue origini da un rapporto con l’habitat che nel corso dell’evoluzione prima e del progresso poi ha perso quella caratteristica naturale di equilibrio. Ovvero, se la vita di qualsiasi specie sul pianeta si sviluppa e conforma a quanto dettato dal suo ambiente, l’uomo ha invece rovesciato questo rapporto, imponendo determinate caratteristiche al suo habitat.

L’esigenza di ristabilire un corretto dialogo tra uomo e suo habitat di vita si è concretizzata anche e soprattutto nelle città moderne, dove gli spazi sociali e la vivibilità perdono terreno a favore delle strade trafficate, dell’aria irrespirabile, spesso del degrado.

A questa esigenza intende rispondere quello che è uno dei progetti più interessanti di sempre nel settore del design e dell’edilizia d’avanguardia. Si chiama Urban Re:vision, nasce negli Stati Uniti, più esattamente a San Francisco, e si autodefinisce “una rivoluzionaria iniziativa per creare il prototipo per una comunità urbana innovativa e sostenibile”.

Urban Re:vision è un gruppo di persone, con il comune obiettivo di modificare il territorio urbano lavorando su tutti i singoli elementi che lo compongono; ovvero ridefinendo il concetto stesso di città.

Gli elementi messi in discussione sono davvero tutti quelli che compongono il concetto di urbano: si va dagli aspetti della produzione, distribuzione e fornitura di energia, ai trasporti, dalla gestione della spazzatura, ad aspetti anche più “evoluti”. Ovvero i principi che regolano il commercio e la proprietà (proposte per un consumo più sostenibile, incentivi ad alternative come l’auto sharing, ecc), creazione e condivisione di spazi per lo sviluppo di una corretta socialità (biblioteche, aree verdi, densità controllata).

Il modo in cui il progetto funziona è semplicemente quello di fornire stimoli ad una comunità di artisti, creativi, esperti di qualsiasi settore coinvolto, dall’edilizia allo sviluppo sostenibile. Gli stimoli altro non sono che degli inviti a partecipare a dei concorsi, ognuno indirizzato a raccogliere proposte e idee innovative su una determinata questione.

Come il contest attualmente attivo sul sito, Re:volt, che mira a stimolare idee proprio sul tema dell’efficienza e del risparmio energetico. L’obiettivo finale poi, è quello di aggregare tutte le idee espresse in ciascun settore, per poi realizzarle in un modello architettonico e di design, che possa essere d’esempio alla progettazione e allo sviluppo, o alla semplice rivisitazione urbanistica, di altre città del mondo.

E ciò che c’è di più sorprendente è che questo obiettivo, almeno nella sua prima parte sta per divenire realtà. Mentre numerosi contest si sono chiusi e molte idee sono state raccolte (insieme ai loro autori), è stato sviluppato un progetto per la trasformazione di un’area urbana nella città di Dallas che le applichi tutte.

Una sorta di tempio della sostenibilità, in procinto di nascere al posto di un parcheggio poco distante dal municipio della città, ovviamente rigorosamente a emissioni CO2zero, teoricamente in grado di offrire un modello di vita urbana cui dovrebbero ispirarsi le città del mondo.

10 marzo 2009
I vostri commenti
Francesco, mercoledì 11 marzo 2009 alle11:17 ha scritto: rispondi »

Beh personalmente purtroppo mi trovo ad essere d'accordo con te per quanto dici sull'Italia. Purtroppo sono estremamente attuali tutte le no tizie che arrivano da governi regionali e nazionale che intendono rilanciare l'economia partendo dall'edilizia, settore che anzi andrebbe frenato perchè già è stato estremamente abusato. Già infatti in Sardegna e altre regioni, ma anche a livello nazionale, si sta scrivendo una normativa che aprirà le porte a ampliamenti e nuove costruzioni su un territorio già troppo cementato. D'altronde la nostra "classe dirigente" notoriamente affonda le proprie origini nell'edilizia, quindi non c'è troppo da stupirsi di un simile indirizzo oggi. Però resto dell'idea che un blog come questo sia importante, ancor più in italia che all'estero, perchè solo con un informazione costante e adeguata, e discutendo di questi problemi, la nostra società potra cominciare a riconoscere e affrontare i propri limiti.

Pippo, martedì 10 marzo 2009 alle22:39 ha scritto: rispondi »

Però questo blog in italia non vale niente. Expo a milano, nuova normativa edilizia, condoni, abusivismo...... CEMENTO CEMENTO E ANCORA CEMENTO (neanche di qualità oltretutto). Ti conviene tradurre tutto in inglese ed entrare a fare parte di qualche network di un altro paese. A parte gli scherzi, sono contento di vedere queste iniziative (anche se non vi piace la questione ambientale è sempre un modo per mantenere la "società" un pò attiva).

Lascia un commento