Livelli di diossina sono stati riscontrati nelle uova di gallina prodotte a Martina Franca, centro situato a circa 20 km da Taranto. La soglia è per fortuna, al contrario di quanto accaduto per il latte materno delle donne ravennate e le lumache di terra, al di sotto dei limiti soglia per la salute dell’uomo. Si tratta tuttavia di valori molto elevati, da suscitare l’attenzione da parte dell’ARPA ( Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale).

Al centro dell’attenzione la presenza di diossina a una simile distanza dal probabile luogo di diffusione primario, il contestato stabilimento Ilva di Taranto. Sono 20 i km che separano le due località, un elemento che preoccupa il direttore generale dell’ARPA Giorgio Assennato:

I valori sono compresi tra la media e la mediana dell’indagine europea dell’EFSA (European Food Safety Agency di Parma) 2012. Contribuendo in modo trascurabile all’assunzione giornaliera di diossine (Tdi), possono essere considerati certamente innocui da un punto di vista sanitario. Occorre però considerare che si tratta di allevamenti di Martina Franca, alquanto remoti rispetto alla sorgente primaria di diossine (Ilva).

Secondo lo studio, commissionato dal Fondo Antidiossina onlus di Taranto al Centro specializzato “R&C Lab srl” di Altavilla Vicentina, i livelli di diossina riscontrati evidenziano una criticità che necessità di “ulteriori approfondimenti” e di operazioni di risanamento. Interventi chiesti anche dal presidente del Fondo Antidiossina, Fabio Matacchiera:

Ci sentiamo in dovere di chiedere alle autorità sanitarie di incentivare i controlli su tali alimenti poichè dalla letteratura scientifica si evince che i valori accettabili di fondo, per questi inquinanti, si attestano normalmente nel range 0,2-0,5 pg/gr, quindi abbastanza inferiori a quelli riscontrati nei campioni in oggetto.

Non si può però escludere che in altre aree limitrofe del territorio martinese, distanti anche oltre i 20 chilometri dal polo industriale jonico, questi congeneri si siano accumulati o si accumuleranno nel prossimo futuro nella sostanza organica animale in quantità maggiori.

10 gennaio 2014
Lascia un commento