È l’ennesima storia di atroce violenza sugli animali quella che proviene dall’Indiana, negli Stati Uniti, dove un uomo ha ucciso il cane di un amico cuocendolo letteralmente in un forno. Il colpevole, già identificato e in custodia presso la prigione di Marion County, dovrà ora affrontare un processo per maltrattamento.

Il tutto è accaduto lo scorso 17 maggio, quando Joel Clark si trovava ospite a casa di un paio di amici. Stando alle prime ricostruzioni delle autorità, il trentasettenne avrebbe improvvisamente preso il Pinscher della coppia per rinchiuderlo in forno, dove l’animale ha incontrato la morte date le elevatissime temperature.

Attorno alle 3 della notte, il colpevole – forse preso dal rimorso – ha confessato ai proprietari di aver ucciso l’animale. I due, tuttavia, non hanno dato inizialmente peso alle dichiarazioni, dato lo stato di ebrezza dell’uomo. Qualche minuto più tardi, alla visione dell’altro quadrupede ospitato nell’abitazione – un Pit Bull – il trentasettenne si sarebbe candidamente offerto di “farsi carico” anche di questo cane. Compreso come non si trattasse di uno scherzo, la coppia ha rinvenuto il corpo del Pinscher trenta minuti più tardi, cacciando poi l’uomo di casa.

La polizia, però, sarebbe stata coinvolta soltanto la mattina successiva, quando nel forno sono stati rinvenuti peli e unghie dell’animale. Disposta l’autopsia sul cadavere, i veterinari della Purdue University hanno confermato l’ipotesi dell’esposizione alle altissime temperature della cucina: l’animale è deceduto per un collasso polmonare dovuto all’eccessivo calore, sul corpo numerose scottature, ferite carbonizzate e ampie chiazze di pelo bruciato. Il responsabile, inizialmente posto agli arresti domiciliari in attesa del processo a suo carico, è stato da qualche tempo trasferito in carcere per la custodia cautelare, data la violazione dell’ordine restrittivo e la fuga dal suo appartamento. La prossima settimana, così come riporta l’IndyStar, si terrà l’udienza preliminare per la ricostruzione dell’accaduto. Non è ancora ben chiaro il movente, anche considerato lo stato di alterazione psicologica dovuto all’alcol.

5 settembre 2014
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I vostri commenti
gabry, mercoledì 10 settembre 2014 alle17:51 ha scritto: rispondi »

Spero che a questo essere immondo (non m'importa se fosse drogato o ubriaco) non sia data neppure la possibilità di redimersi ma di portare il marchio di assassino fino alla fine dei suoi giorni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

SILVANA, venerdì 5 settembre 2014 alle23:43 ha scritto: rispondi »

Mi auguro che questo assassino psicopatico abbia il massimo della pena ! Chi è capace di tanta crudeltà non è degno di stare in società , nè di vivere! Quello che oggi ha fatto al cane, domani potrebbe farlo ad un bambino ! Lo stato di ebbrezza o l'essere drogati, non può "MAI" essere considerato un'attenuante, ma un'aggravante !

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