Dopo molte settimane di condivisioni virali, l’impresa di Paul Rosolie è finalmente andata in onda. È stato infatti trasmesso ieri negli Stati Uniti “Eaten Alive”, il programma di Discovery Channel di cui si discute in tutto il mondo da ormai diverse settimane. Protagonista un documentarista, pronto a farsi ingoiare da un’anaconda gigante armato di un’apposita tuta. Come forse lecito attendersi, alla messa in onda si sono riaccese le polemiche della vigilia, soprattutto sui social network.

Il contesto è ormai noto: Rosolie, un documentarista appassionato di foresta Amazzonica, ha annunciato tempo fa di volersi fare inghiottire da un’anaconda gigante del Sudamerica, per filmare l’animale dall’interno. Un impresa che ha sollevato critiche su più fronti, sebbene il serpente non sia stato ucciso, poiché associazioni e animalisti sostengono un simile progetto televisivo si configuri come abuso. Opinioni rinforzate dopo la messa in onda.

Il filmato, già abbondantemente distribuito sulla piattaforma YouTube, mostra però un esperimento ben più blando rispetto agli annunci delle ultime settimane. Ricoperto dalla tuta in carbonio e da uno speciale elmetto, il documentarista viene attaccato dal serpente, che lo avvolge completamente con il proprio corpo. Bloccato dal capo, Rosolie non viene effettivamente ingoiato dall’anaconda, perché l’impresa è stata interrotta con largo anticipo rispetto alle aspettative. L’uomo ha infatti chiesto l’intervento urgente della troupe poiché, data forse una non del tutto preventivata forza stritolante dell’animale, ha rischiato di fratturarsi arti superiori e costole. I collaboratori non hanno quindi fatto altro che liberare il giovane dalla stretta mortale dell’anaconda, pronta a mollare senza troppi indugi l’insolita preda, dileguandosi.

Sebbene non si siano verificati i più preoccupanti timori di associazioni e animalisti – si è sin da subito ipotizzato l’uomo potesse essere estratto dall’anaconda tramite rigurgito, creando così una sofferenza profonda nell’animale – le critiche non si sono placate. A giudicare dai social network dove l’argomento è decisamente discusso, il pubblico ha tacciato l’impresa come del tutto evitabile, poiché capace di generare una violenza importante sull’ignaro animale. La produzione, tuttavia, si sarebbe giustificata spiegando come questi show possano comunque riaccendere i riflettori sulle condizioni preoccupanti dell’Amazzonia. Ai lettori, di conseguenza, l’ardua sentenza: di seguito il video.

8 dicembre 2014
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I vostri commenti
Francesco, lunedì 8 dicembre 2014 alle19:53 ha scritto: rispondi »

Ammiro Rosolie documentarista ma questa ca..ata non doveva farla. Ha mai sentito parlare di endoscopia?

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