Giocare con gli orsi non è una pratica consigliata ma c’è chi, come Jim Kowalczik, può permettersi questo privilegio per poi sonnecchiare al loro fianco. L’uomo ha fondato con la moglie Susan il Orphaned Wildlife Center nel 1990, un centro di accoglienza e recupero per plantigradi strappati a condizioni di abuso, sofferenza e allevamenti in cattività. L’immagine dell’uomo che riposa sulla paglia accanto agli orsi da lui in cura ha fatto sorridere il web, per la sua spontaneità e naturalezza. Forse dopo aver giocato per alcune ore con gli esemplari nella neve, oppure aver pulito uno degli animali più anziani, un po’ di meritato riposo era lecito.

Di sicuro dormire accanto a un orso non è naturale, ma Jim se lo può permettere perché da dieci anni si occupa di questi plantigradi. Come ad esempio Jimbo, un esemplare Kodiak o orso dell’Alaska di circa ventidue anni, che vive con la coppia si da quando era piccolo. Nato e vissuto in cattività, arriva da un parco per animali: una volta giunto presso l’OWC è stato curato per una lesione alla gamba che con il freddo si acuisce. Condivide lo spazio del rifugio con gli orsi bruni siriani Judy e Amy, quindi Maddy, Leo e molti altri. La vita in rifugio è una protezione per questi esemplari incapaci di vivere in natura, per questo di assecondare i ritmi della natura come il letargo che affrontano solo in parte.

Lo spazio a Otisville, vicino New York, procede grazie alle donazioni e al lavoro della coppia, non è aperto al pubblico per impedire che gli orsi si abituino troppo alla presenza umana. Ma anche perché il rifugio non svolge il ruolo di zoo o di strutture simili, ma più quello di santuario per il benessere degli animali. In primavera la coppia creerà alcune zone di accoglienza nei pressi del centro da cui poter osservare a distanza gli esemplari.

21 gennaio 2016
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