Si ricorderà di certo la storia, pubblicata qualche mese fa, di quel povero gatto statunitense colpito da una freccia che ne ha trapassato il corpo da lato a lato, sopravvissuto miracolosamente grazie a un intervento chirurgico. La vicenda oggi si ripete, ma dall’altra parte del globo e con protagonista un cane. Un uomo malese, armato di arco e frecce, ha ferito deliberatamente un innocuo esemplare anziano.

Il tutto è successo a Petaling Jaya, una città satellite nei pressi di Kuala Lumpur, qualche giorno fa. Un uomo, ritrovatosi nel giardino di casa il cane di un vicino, non ha avuto remore dal prendere l’arco per infilzare l’animale con un paio di frecce. Una violenza inammissibile, soprattutto perché avvenuta nel giro di pochissimi minuti: accortosi di come l’animale avesse abbandonato la propria cuccia, il legittimo proprietario ha raggiunto immediatamente il vicino per recuperare il cane. Qui la scioccante scoperta, come racconta alla stampa locale:

Nel tempo che ho raggiunto il cane, il mio vicino aveva già scoccato due frecce. Ho visto l’uomo reggere arco e frecce, per avvicinarsi al cane e colpirlo di nuovo.

Il colpevole è stato raggiunto dalla polizia: gli agenti stanno investigando sul caso, ma nessuna indiscrezione è trapelata sulle possibili, e al momento inspiegabili, motivazioni. Il maltrattamento, che ha avuto una certa rilevanza mediatica sulle fonti informative locali, ha sollevato l’indignazione dell’opinione pubblica e delle associazioni animaliste. Così spiega l’attivista Melinda Joy Gomez:

Sembra si sia trattato di un cane perduto, che ha avuto problemi a raggiungere la via di casa e quindi si è avvicinato all’abitazione dell’aggressore dopo aver sentito delle voci in quella direzione. Il cane non è fuggito perché non vedente: l’uomo ha colpito con le sue frecce un cane anziano, cieco e molto malato. […] Avrebbe potuto chiedere l’aiuto dei vicini o spruzzare dell’acqua sul povero animale, anziché colpirlo con delle frecce.

Così come confermano le fonti locali, l’esemplare in questione – una femmina – non è né aggressivo né pericoloso, di conseguenza l’estrema reazione del colpevole risulta ancora più incomprensibile.

14 maggio 2014
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I vostri commenti
Roby, mercoledì 14 maggio 2014 alle22:22 ha scritto: rispondi »

Chiamarlo uomo mi sembra fuori posto. Io saprei ben cosa fargli.

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