Si parla spesso di riconoscimento dei diritti degli animali di compagnia, tanto che in tempi recenti diversi gruppi animalisti hanno richiesto ai legislatori di definire cani e gatti come esseri senzienti, così da superare la logica padrone-oggetto. C’è però anche chi tenta di andare in direzione opposta: un uomo statunitense ha richiesto all’anagrafe di essere riconosciuto come cane, una richiesta però negata.

Gary Matthews è un ex tecnico quarantottenne di Pittsburgh e, sin dalla tenerissima età, dimostra una passione sfegata per i cani. Non solo adora accudirli e giocare con loro, ma egli stesso si sente un quattro-zampe: è solito vestire un costume canino dal folto manto, non disdegna la pappa per cani, le cucce e le ciotole di latte. Un’ossessione particolare quella dell’uomo, tanto da meritarsi qualche mese fa uno speciale sul National Geographic dal titolo “Extreme Anthropomorphism”, ovvero antropomorfismo estremo.

Qualche settimana fa ha chiesto all’anagrafe della città in cui vive di poter cambiare le proprie generalità in “Boomer The Dog”, in un’onore di una serie televisiva con protagonista un cane randagio andata in onda negli USA dal 1979 al 1982. Gli uffici municipali di Pittsburgh hanno però negato questa richiesta, perché di potenziale pericolo sia per la sicurezza dell’uomo che dei concittadini. In caso di malore, incidente, crimini o in qualsiasi situazione fosse richiesto l’intervento di autorità e sanitari, vi sarebbe il ragionevole rischio che gli operatori si confondano. Per fare un esempio, qualora l’uomo chiamasse un ambulanza per un malore, non è da escludersi che l’assistenza telefonica inoltri invece sul posto un esperto veterinario proprio per il disguido generato da un simile nome.

I travestimenti di Boomer, così come vuole essere chiamato l’uomo, sono incominciati sin dall’infanzia. E pian piano il gioco si è tramutato in una ragione di vita, tanto che il protagonista di questa singolare storia sottolinea come quella del cane sia la personalità che sente più vicina alla propria:

Ho iniziato per gioco a comportarmi come un cane, era una cosa da bambini. A volte abbaiavo o entravo in una grande scatola, lasciando emergere le braccia sui lati come un cane farebbe con le proprie zampe. Dopo un paio di anni, ne ero completamente preso. Forse stavo cercando di avere una personalità. […] Non mangio cibo per cani tutti i giorni. È una cosa speciale che faccio di tanto in tanto per avvicinarmi ai cani. Mangio le varietà in barattolo. Non è male, il gusto è ok. Ma mangio anche cibo umano regolare, come la pizza. […] Quando esco di casa travestito, saluto la gente come un cane. Vado spesso ai festival locali perché i bambini adorano il costume. È il mio modo per raggiungere gli altri e per comunicare come si possa davvero essere se stessi nella vita. Dimostro loro che possono divertirsi anche in età adulta. Però sono un cane un po’ solitario.

Protagonista di diversi video su YouTube, registrati da curiosi che hanno incrociato la loro strada con il cane antropomorfo, chi lo conosce dichiara come non sia un pericolo né per se stesso né per gli altri: l’ex informatico è socievole, rispettoso, estremamente educato e del tutto capace di provvedere al proprio sostentamento. Non si deve pensare alla passione di Gary come qualcosa di patologico, bensì come un’estremizzazione della subcultura Furry, nata e sviluppatasi a partire dagli anni ’80 in tutto il mondo. Per questo motivo le sue stravaganti abitudini non hanno mai costituito un problema nella città, sebbene il suo sogno di essere legalmente riconosciuto come un quattro-zampe non potrà avverarsi.

8 novembre 2013
Via:
ABC
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