Il Consiglio “Ambiente” dell’Unione europea, riunito in Lussemburgo, ha rinnovato il proprio impegno a favore di un taglio drastico delle emissioni climalteranti in pieno accordo con le linee dettate in materia di lotta al riscaldamento globale stabilite in sede internazionale.

In termini concreti, i 27 paesi europei partecipanti alla sessione hanno ribadito a chiare lettere il proposito di una diminuzione della CO2 entro il 2050 intorno al target dell’80-95% rispetto ai valori del 1990, come parte dell’obbiettivo delle nazioni più sviluppate (Annex I – UNFCCC) in armonia con quanto evidenziato dal Fourth Assessment Report dell’IPCC.

Sarà questa la posizione con cui l’Unione europea si presenterà compatta al tavolo negoziale della prossima conferenza delle parti di Copenaghen (COP15)che dovrà ridiscutere i nuovi accordi sul clima post-Kyoto.

A conferma di questa nitida condotta nel documento approvato nella riunione del 21 ottobre si riafferma anche l’intento di diminuire del 30% le emissioni entro il 2020 a patto che “altri paesi sviluppati si impegnino ad analoghe riduzioni delle emissioni e che i paesi in via di sviluppo contribuiscano adeguatamente in funzione delle loro responsabilità e rispettive possibilità”.

23 ottobre 2009
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