Ha dell’incredibile la vicenda che arriva dagli Stati Uniti e che sta monopolizzando i media oltreoceano: si è trovata infatti soluzione a una recente allergia alla carne che provoca rush cutaneo, sintomi respiratori e addirittura shock anafilattico anche dopo diverse ore dall’aver ingerito una bistecca. Tutta colpa di un morso di una particolare zecca.

A scoprirlo è Thomas Platts-Mills, un immunologo dell’Università della Virginia, anch’egli affetto da questa particolare intolleranza. Da sempre onnivoro, nel 2009 il medico ha iniziato a soffrire i sintomi dell’allergia alla carne, tra cui uno shock anafilattico che si sarebbe potuto rivelare fatale se non curato tempestivamente. Gli effetti dell’assunzione della carne non si manifestano però immediatamente, come nel caso di qualsiasi altra allergia, bensì dopo 3-4 ore dal pasto.

Determinato a scovarne le cause, nella primavera del 2011 è stato svelato l’arcano: un morso di una zecca, avvenuto molto tempo prima, rende gli individui sensibili all’alfa-galattosio, uno zucchero complesso contenuto nei tessuti degli animali come bovini, ovini e suini. A quanto pare questo alpha-gal, contenuto nelle secrezioni della zecca, rende permanentemente suscettibili all’assunzione dello stesso tipo di zucchero per via orale. Al momento, però, i lettori italiani possono tirare un sospiro di sollievo: la specie incriminata è la zecca Amblyomma Americanum, diffusa solamente in parte del Nord America e dell’America Centrale.

L’effetto collaterale di questa sindrome è un cambio radicale di stile di vita, con una dieta che sia al 100% vegetariana: è l’unico modo, infatti, per evitare l’assunzione di alpha-gal e i suoi temibili effetti sulla salute, compresa la possibile morte. Un obbligo forse difficile per i tanti amanti della carne, ma di certo non un sacrificio insopportabile: gli alimenti vegetariani, oltre a far bene al corpo, aiutano anche la sostenibilità ambientale. Nel frattempo, però, non è ancora dato sapere perché la zecca abbia sviluppato questa singolare capacità, considerato come i casi si concentrino tutti negli ultimi 10 anni. Forse un cambiamento climatico, forse una mutazione genetica o ancora un cambio del metabolismo di certe sostanze sia dal fastidioso animaletto che dagli umani: tutte le ipotesi sono ancora aperte.

24 giugno 2012
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I vostri commenti
Bateauivre, lunedì 7 gennaio 2013 alle12:16 ha scritto: rispondi »

mi spaventate

George, martedì 26 giugno 2012 alle12:12 ha scritto: rispondi »

Interessante :D speriamo che arriva anche qui quella zecca

Patty Gandolfi, lunedì 25 giugno 2012 alle22:22 ha scritto: rispondi »

si dice rash cutaneo, non rush...

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