Una tastiera di legno e muschio

Non sarà di certo l’emblema della comodità, ma di sicuro si avvicina al sogno recondito di tutti gli amanti della natura. Stiamo parlando della prima tastiera per computer realizzata in muschio e legno: un oggetto bellissimo da guardare e singolare al tatto, ma forse non proprio semplice in fatto d’uso e manutenzione.

Si chiama Natural Keyboard ed è stata realizzata dal designer Robbie Titon per un progetto di Digital Fabrication dell’Università di New York, quindi si tratta di un pezzo irripetibile che non verrà messo in vendita. La sua struttura nasce dal già esistente scheletro di una comune Apple Wireless Keyboard, con la sostituzione di alluminio e plastica con materiali completamente green come il legno per i tasti e il muschio decorativo per la scocca.

L’iniziativa vuole stimolare un nuovo approccio alla tecnologia, un approccio che sia quantomeno affine all’istanze dell’ambiente. E per far questo, Tilton si è posto tre domande a cui ha cercato di dar risposta con la sua tastiera verde:

«E se la nostra tecnologia vivesse e respirasse? Se ci richiedesse acqua di notte per permetterle di fiorire al mattino? Se fossimo stimolati sia visivamente che dal punto di vista tattile, l’interazione con l’utente cambierebbe e si modificherebbe il modo di rapportarsi all’oggetto?»

La tastiera, pur riprendendo le forme e l’elettronica originale Apple, è frutto di una sofisticata procedura di realizzazione. Il legno per la scocca e per i pulsanti è stato tagliato tramite una sega di precisione laser, sulla base di un disegno CAD già esistente. Il muschio, invece, è completamente sintetico: il concept originale vedeva la presenza di muschio vero pronto a crescere e a modificarsi con il tempo, ma la scarsità di questo elemento in quel di New York ha costretto il designer a correre ai ripari.

Insomma, un progetto che ben spiega – ovviamente in modo estremizzato – come in futuro la tecnologia e l’ambiente possano convivere. Un’informatica che già oggi fa molto per l’ambiente stesso, si pensi alle innovazioni per le fonti rinnovabili, ma che dipende ancora pesantemente sulla natura con la sua avidità di risorse scarse. Chissà che in un futuro non lontano l’evoluzione tecnologica e l’ambiente non si uniscano davvero in un simile matrimonio.

, InHabitat

4 novembre 2012
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