Una scuola solare e galleggiante per il Bangladesh

In nazioni come il Bangladesh, il diritto allo studio non è affatto dato per scontato. Non solo per la povertà della popolazione, spesso costretta a rinunciare agli studi per questioni economiche, ma anche per le condizione atmosferiche avverse. Nella stagione dei monsoni, infatti, gli istituti non riescono a reggere le continue acque e così rimangono chiusi per la sicurezza di insegnanti e alunni. Ma come garantire l’accesso all’apprendimento anche durante temporali interminabili?

A provare a dare una risposta a questo problema è l’associazione Shidhulai Swanirvar Sangstha, che dal 2002 realizza delle vere e proprie scuole galleggianti alimentate a energia solare. In questo modo, anche durante i funesti monsoni, ai giovani sono garantite le lezioni. E non è tutto: l’energia autoprodotta permette loro di accedere a tecnologie, quali lavagne luminose e computer, di cui non sempre i normali istituti sono provvisti.

La dotazione di queste barche galleggianti può sembrare di primo acchito molto scarsa, ma in realtà viene vista come un piccolo tesoro dalla popolazione locale. Le imbarcazioni sono costruite a partire da materiali naturali del posto, tra cui legno e minerali, tutti provenienti dal riciclo. Sui tetti delle aule galleggianti, inoltre, sono installati dei pannelli fotovoltaici che vanno ad alimentare il materiale didattico elettronico, tra cui un laptop con connettività Internet sempre disponibile.

Quando le acque dei monsoni costringono alla chiusura delle scuole, a volte per anche quattro mesi l’anno, le piccole imbarcazioni solcano i corsi d’acqua locali e raccolgono gli studenti che incontrano sul loro percorso, a gruppi di 30 alla volta. Durante le ore di lezione, la barca continua a navigare facendo progressivamente il percorso inverso, affinché ogni alunno possa essere riaccompagnato il più vicino possibile a casa. Agli studenti più meritevoli e ai frequentatori assidui – in questi contesti la frequenza è tutto fuorché scontata – viene inoltre consegnata una lampada a carica solare, affinché possano studiare ed esercitarsi a casa anche dopo il tramonto. Sono in pochi, infatti, coloro che possono pregiarsi di energia elettrica a livello domestico.

Un’iniziativa intelligente ed ecologica, in definitiva, che consente d’imparare anche in situazioni avverse e di aver accesso a risorse tecnologiche altrimenti negate dalla povertà.

25 novembre 2012
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