Una nave solare volante potrebbe risolvere il problema della consegna delle medicine in luoghi remoti della Terra, irraggiungibili con i mezzi tradizionali. L’innovativo progetto è frutto dell’impegno della Solar Ship Foundation, fondata dalla EVE, un ente di beneficenza canadese che opera in Africa. Si tratta di un mezzo capiente e veloce in grado di raggiungere aree dei Paesi in via di sviluppo che non sono collegate alle città e agli aeroporti da strade percorribili, pensiamo ad esempio a territori ricoperti da paludi, da praterie sconfinate e da acquitrini. Il velivolo è dotato di un’alimentazione ibrida, trae infatti slancio per librarsi e mantenere la rotta sia dall’elio che dall’energia fotovoltaica.

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La Solar Ship Foundation è alla ricerca di fondi per realizzare gli speciali aerei solari e addestrare i piloti locali nelle diverse aree in cui si svolgeranno le missioni umanitarie. Se l’associazione riuscirà a raggiungere la quota di un milione di dollari, la nave volante a energia solare potrà spiccare il volo. Non esiste una sola versione del mezzo: i modelli disegnati dagli ingegneri sono infatti tre, ognuno adatto a un tipo diverso di missione e a un contesto geografico preciso.

La Caracal è la nave volante più piccola e veloce: può trasportare fino a 750 kg ed è in grado di percorrere 2.500 km in un giorno. La Chui può trasportare ben 2.500 kg di merci e può percorrere sino a 5.000 km in un solo giorno. Infine la Nanuq, la nave volante più grande: pensate che può accogliere fino a 30 tonnellate di carico e riesce a coprire una distanza di 6.000 km in un giorno.

Tutti e tre i velivoli sono in grado di effettuare le operazioni di decollo e di atterraggio in spazi ridotti, è sufficiente anche una superficie equivalente a un campo da calcio. Un mezzo dinamico che è in grado dunque di sopperire a tre gravi lacune delle aree sottosviluppate e remote: la mancanza di carburante, la scarsità di piste e strade, la difficile reperibilità di medicinali e beni di prima necessità.

30 gennaio 2013
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I vostri commenti
A Alberto, mercoledì 30 gennaio 2013 alle19:48 ha scritto: rispondi »

Finalmente un'invenzione utile non solo per i paesi ricchi; speriamo decolli in breve tempo!

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