Un referendum contro il nucleare anche in Francia?

Anche per la Francia, notoriamente favorevole al nucleare (almeno in base a quanto affermato dal Presidente Sarkozy), si prospetta una consultazione popolare che avrà lo scopo di chiedere direttamente ai cittadini d’Oltralpe il loro parere sull’atomo. L’iniziativa, promossa dall’associazione Agir pour l’environnement, ha lanciato infatti una petizione contro il nucleare che ha già raccolto decine di migliaia di firme.

Sul sito dell’associazione, in particolare, si possono leggere non solo le motivazioni della richiesta ma, soprattutto, le parole di fuoco utilizzate dai promotori per criticare la politica energetica francese:

Il Giappone, dopo l’Ucraina e gli Stati Uniti, subisce nel più profondo della sua carne la follia nucleare. Per non aver creduto, o saputo voler pensare l’impensabile, le nostra umanità è ancora una volta di fronte a una catastrofe nucleare.

Malgrado questa constatazione senza appello, i responsabili politici francesi affermano dottamente che l’opzione nucleare non può essere sottoposta né a un dibattito pubblico né a una validazione democratica attraverso un referendum.

Mentre la maggior parte dei Paesi europei si interrogano nell’urgenza sulla pertinenza della loro strategia nucleare, la Francia resta ferma nei suoi stivali. Il capo dello Stato si è impegnato solo a prendere in considerazione, a lungo termine, un dibattito tra esperti, a livello europeo.

Il popolo è una volta ancora escluso delle grandi decisioni che lo riguardano. Noi non accettiamo più la morsa dell’oligarchia eco-predatrice. Noi non accettiamo più una tecnologia nucleare pericolosa e antidemocratica. Noi reclamiamo un referendum per uscire dal nucleare.

Non manca, inoltre, un attacco diretto al Presidente Sarkozy:

Mentre il Capo dello Stato tenta di rispondere maldestramente alla catastrofe nucleare di Fukushima annunciando un’ennesima Grenelle che mal nasconde la sua volontà di salvare il soldato «nucléaire», l’associazione Agir pour l’Environnement rimetterà al Presidente della Repubblica più di 26.000 firme di cittadine e cittadini che hanno firmato una petizione a favore di un referendum sull’uscita dal nucleare.

Al colmo dell’indecenza, il Capo dello Stato non manca occasione per vantare i meriti supposti di un nucleare alla francese, ricorrendo anche alla caricatura, per chiudere un dibattito tuttavia necessario. La caparbietà di cui da prova il Copo dello Stato rispetto al nucleare rilvela una la più assoluta irrazionalità.

Sulla scia di quanto dichiarato da Agir pour l’environnement, numerose organizzazioni nazionali e internazionali, quali Rete nazionale antinucleare italiana, Réseau zéro nucléaire, Mouvement des citoyens lotois pour la sortie du nucléaire e Les Jeûneurs Vigilants de Taverny, si sono mobilitate allo scopo di rendere centrale il tema del nucleare nella prossima campagna elettorale francese e di convincere i cittadini circa la necessità di abbandonare definitivamente tale tecnologia.

Il risultato è un appello internazionale per il rispetto della vita, anche in questo caso stringato e decisamente durissimo:

Perché i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu possiedono tutti delle armi nucleari terroristiche. Perché l’Onu ha creato il 23 ottobre 1956 l’agenzia Internazionale dell’energia atomica, (International atomic energy agency) che nel suo articolo secondo stipola: “L’agenzia si sforza di affrettare e di aumentare nel mondo intero il contributo dell’energia atomica alla pace, la salute e la prosperità”.

Esigiamo lo scioglimento immediato di questa organizzazione criminale internazionale che malgrado parecchie catastrofi che sono dei veri crimini contro la Natura e quindi anche crimini contro l’Umanità e la perennità della biosfera terrestre, continua le sue scandalose pratiche industriali e commerciali con la complicità attiva delle oligarchie delle nazioni dominanti.

In attesa di capire se anche in Francia ci sarà un referendum sul nucleare, è intanto possibile contribuire ulteriormente ad aiutare il popolo giapponese all’indomani della catastrofe nucleare di Fukushima. L’iniziativa, denominata “Petizione mondiale per Fukushima“, è sottoscrivibile all’indirizzo http://www.appeldefukushima.com/it/petizione-it.html.

20 giugno 2011
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