Un piccolo reattore nucleare e un chilo e mezzo d’uranio arricchito. È quanto è stato custodito, dal 1974 al 2007, nei sotterranei della sede centrale di Kodak International a Rochester, New York, per come lo riporta il quotidiano locale Democrat and Chronicle.

Il reattore nucleare, sperimentale e non in grado di produrre energia (non si tratta quindi di una centrale nucleare in miniatura), era situato in una stanza sorvegliatissima, con pareti di cemento armato spesse una sessantina di centimetri, e quasi nessun dipendente di Kodak ne era a conoscenza. Lo sapevano, però, i Federali che sono intervenuti nel 2007 quando l’azienda ha deciso di disfarsi di reattore e uranio arricchito.

Alla Kodak precisano che il fatto che possedessero un reattore nucleare non era un vero e proprio segreto, ma per sicurezza si sono guardati bene dal dirlo in pubblico. Specialmente dopo l’undici settembre 2001, giorno in cui a causa degli attentati terroristici hanno ricevuto la consegna del silenzio dal Governo americano.

Tutti si chiedono, però, a cosa potesse servire un reattore nella sede di Kodak. Il Democrat and Chronicle avanza un’ipotesi: Kodak nei decenni passati aveva iniziato un programma di ricerca sula cosiddetta “neutron imaging“, una tecnica utile ad analizzare l’interno dei materiali senza danneggiarli.

Aveva per questo piccoli reattori sperimentali in varie sedi, persino uno all’interno della Cornell University di New York, e piccole quantità di Californio 252. Un isotopo radioattivo che emette neutroni. Il reattore di Rochester non sarebbe altro che l’impianto più grande, costruito quindi nella sede principale, di questo programma che aveva anche lo scopo di controllare le sostanze chimiche in cerca di impurità.

E alla Eastman Kodak Company di sostanze chimiche, con tutti i rullini di pellicola che hanno prodotto negli anni prima di dichiarare fallimento il 19 gennaio 2012, ne avranno maneggiate parecchie.

16 maggio 2012
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