L’approvvigionamento dell’acqua costituisce uno dei problemi più gravosi nelle zone aride del pianeta e laddove non è presente un’efficiente rete di distribuzione. Dalla tecnologia e dalla ricerca potrebbero giungere aiuti concreti. Ne è la dimostrazione un progetto messo in campo dal MIT in collaborazione con l’istituto UC Berkeley. Si tratta di un dispositivo in grado di estrarre acqua dall’aria anche in ambienti a bassa umidità, alimentato esclusivamente dalla luce del sole.

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Il segreto è costituito da una struttura metallorganica (MOF). I responsabili del programma immaginano un futuro in cui soluzioni di questo tipo possano essere installate nelle abitazioni, in modo da generare l’acqua necessaria a soddisfare il fabbisogno di chi le abita.

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Il prototipo, messo alla prova in ambienti con il 20-30% di umidità, si è dimostrato in grado di estrarre 2,8 litri di acqua dall’aria in circa 12 ore di funzionamento, utilizzando 1 Kg di MOF. Altri test condotti dal MIT sui tetti degli edifici ne certificano il funzionamento in contesti reali:

Si tratta di un’importante scoperta nel tentativo di generare acqua da ambienti con bassa umidità. Non ci sono altri modi per farlo, al momento, se non ricorrendo a una fonte di energia aggiuntiva. Il vostro deumidificatore elettrico domestico, ad esempio, produce acqua in modo molto costoso.

Focalizzando l’attenzione su MOF, si tratta di una struttura creata inizialmente dal chimico statunitense Omar Yaghi più di vent’anni fa, una combinazione di metalli come magnesio o alluminio con molecole organiche, assemblate in una struttura rigida e porosa, in grado di catturare e trattenere sia i gas che i liquidi.

In questo caso, per estrarre l’acqua dall’aria, sono stati mischiati zirconio e acido adipico, compressi tra uno strato dedicato all’assorbimento della luce solare e un piatto di condensazione. Le molecole di acqua contenute nell’aria che attraversa la struttura ne rimangono imprigionate e confluiscono all’interno di un collettore, per poi essere rese disponibili in forma liquida.

14 aprile 2017
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