Le più importanti realtà internazionali del mondo ambientalista hanno accolto con entusiasmo la decisione della Grecia di cancellare dal suo ipotetico futuro energetico le fonti del carbone e del nucleare. Dal WWF a Greenpeace, il dietrofront del ministro dello sviluppo greco in campo energetico ha fatto tirare un grande respiro di sollievo.

La Grecia, infatti, non unica tra i paesi europei, stava intraprendendo una strada affatto verde nel mettere a punto il suo piano energetico per i prossimi anni e decenni. In cantiere ancora nel 2008 erano state messe ben quattro nuove centrali a carbone, oltre alla prima centrale nucleare del paese.

Già nell’ottobre dello scorso anno era arrivato il primo passo indietro del ministro competente, Kostis Hatzidakis, e dei vertici della principale società elettrica ellenica, promotrice del piano energetico.

Infine lo scorso febbraio la decisione definitiva di abbandonare ogni progetto intrapreso per la realizzazione di nuove centrali a carbone e nucleari, facendo invece del 2009 l’anno delle energie rinnovabili. Da allora alle parole sono seguiti i fatti, tanto che per tutte le prime settimane di marzo le agenzie hanno dato notizie di nuovi bandi di gara e di accordi governo-aziende per progetti energetici privati.

Che le intenzioni della Grecia riescano a portare risultati significativi, e a portare il paese a quote importanti di sostenibilità nell’arco dei prossimi anni, è quasi secondario. Alla luce del recente voltafaccia alle energie rinnovabili di molti paesi anche europei, troppo presi dalla questione della crisi finanziaria, è di cruciale importanza che si innalzino invece delle voci che ribadiscano la necessità di sposare politiche di ripresa economica con quelle a favore della sostenibilità energetica.

Soprattutto in vista di dicembre 2009, quando l’incontro di Copenaghen dovrà porterà alla nascita dell’accordo del dopo Kyoto, che guiderà le politiche di lotta ai cambiamenti climatici per gli importanti anni a venire.

31 marzo 2009
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I vostri commenti
Jose, mercoledì 1 aprile 2009 alle15:26 ha scritto: rispondi »

Le fonti rinnovabili sono strategiche per combattere la crisi. Offrono nuovi posti di lavoro, fanno risparmiare e migliorano le condizioni di vita. Peccato che non ci siano grandi lobby a sostenere questo mercato.

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