Che sia bello e moderno, si capisce alla prima occhiata. Ma il nuovo Juventus Stadium, inaugurato ieri sera a Torino, è anche un gioiello di edilizia sostenibile, almeno secondo le dichiarazioni dei progettisti e della società calcistica bianconera, che è proprietaria dell’impianto e che sul nuovo terreno di gioco disputerà le partite casalinghe.

Lo stadio della Juventus, infatti, è stato ideato e costruito all’insegna della riduzione dell’impatto ambientale, a cominciare dalle fasi di cantiere e dalla scelta dei materiali utilizzati, ottenuti recuperando il più possibile componenti del vecchio Delle Alpi. Nella nuova costruzione, in particolare, sono stati riutilizzati calcestruzzo, alluminio, acciaio e rame, permettendo tra l’altro un risparmio di circa 2,3 milioni di euro.

Ma il vero fiore all’occhiello del nuovo impianto della Juve è sicuramente l’ottimizzazione dei consumi di risorse naturali. A cominciare dall’energia elettrica necessaria per alimentare lo stadio, che sarà interamente ottenuta grazie ai pannelli fotovoltaici installati sulla copertura dell’impianto.

Anche il riscaldamento degli spogliatoi e della superficie di gioco sarà all’insegna dell’efficienza, grazie al sistema di teleriscaldamento installato nello Juventus Stadium. Pannelli solari termici, inoltre, permetteranno di produrre in modo ecocompatibile l’acqua calda sanitaria per le docce e le cucine dell’impianto.

Buone notizie anche sul fronte del consumo idrico, che in un campo da calcio è sicuramente una voce importante dei costi ambientali. Grazie a un sistema di riciclo dell’acqua piovana e all’adozione di sistemi di irrigazione particolarmente efficienti, infatti, nel nuovo stadio bianconero sarà abbattuto del 50% la quantità di acqua necessaria per la manutenzione dell’erba.

Largo spazio alla sostenibilità, dunque: un’istanza che sembra essere destinata a diventare sempre più popolare nel panorama calcistico italiano. A Bologna, ad esempio, il progetto del nuovo Stadio Dall’Ara, che dovrebbe essere ultimato entro 5 anni, prevede l’impiego di materiali ecologici e di fonti energetiche rinnovabili. Non sono da meno a Parma, dove la prevista ristrutturazione del Tardini prevede l’installazione di una copertura fotovoltaica.

Strizza l’occhio all’ecologia anche il progetto di restyling del Meazza di Milano (S. Siro), che in occasione dell’Expo 2015 dovrebbe essere presentato nella sua nuova veste “green”: pannelli solari, riduzione degli sprechi idrici, impiego di solventi e materiali non inquinanti e aumento dell’efficienza energetica. Punta a giocare in un impianto sostenibile anche l’Udinese, che ha recentemente presentato un progetto di ristrutturazione dello Stadio Friuli, tutto all’insegna dei principi della bioarchitettura e del risparmio di energia.

Già presentata, invece, la copertura fotovoltaica dell’Euganeo di Padova, in grado di produrre 3 gigawattora di elettricità verde all’anno. Una soluzione analoga è stata ideata per il Bentegodi di Verona, dove 13mila pannelli fotovoltaici permetteranno di evitare l’emissione in atmosfera di 550 tonnellate annue di CO2.

Le iniziative, dunque, non mancano, tra le squadre di serie A come tra quelle che militano in altre divisioni. Che il calcio italiano, in un momento di crisi economica e agonistica, riesca a conquistare almeno il primato della sostenibilità?

9 settembre 2011
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