Un cimitero a cielo aperto per cani abbandonati: succede a Napoli. La redazione de Il Mattino riporta di una vera e propria discarica abusiva sotto a un viadotto, quello in via De Roberto, dove non solo i cittadini rilasciano rifiuti di qualsiasi sorta, ma anche animali domestici senza vita.

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A fianco di plastica, elettrodomestici e pannelli di pericoloso eternit, sono infatti state rinvenute diverse carcasse di cani di grossa taglia, alcune avvolte in lenzuoli. Probabilmente lì abbandonate dai proprietari a seguito di morti naturali, per evitare tutti i costi legali e burocratici per l’ultimo viaggio di Fido.

Quali siano le vere ragioni alla base di una simile scelta non sono ben note. Di certo la crisi economica pesa sulle famiglie e forse contribuisce anche al proliferare di questi episodi, ma si tratta pur sempre di un atto di inciviltà. Non solo per il danno che si viene a creare alla città, ma anche per le possibili conseguenze igienico-sanitarie di una carcassa abbandonata all’aperto, nella vicinanza di case e passanti.

Sempre Il Mattino riporta come la zona fosse da tempo dedita all’abusivismo, con la presenza di sfasciacarrozze sloggiati dal Comune e dalla Polizia Municipale. Da allora sembra che il viadotto sia diventato protagonista di altre attività illecite, come appunto l’abbandono di rifiuti.

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La morte di un cane porta con sé alcuni doveri burocratici e legali a cui il proprietario deve necessariamente provvedere. In linea di massima, e con piccole variazioni da comune a comune, il corpo può essere sotterrato in un terreno di proprietà solo se l’animale è deceduto per cause naturali, purché vi sia l’apposita certificazione veterinaria e venga inserito in un contenitore biodegradabile. In caso contrario, è necessaria la cremazione in apposite strutture. Entro 15 giorni, inoltre, bisogna comunicare il tutto al Servizio Veterinario dell’ASL, presentando il modello di denuncia, l’iscrizione all’anagrafe canina, l’eventuale passaporto e il certificato veterinario di decesso.

Foto: Loyal Pup Waits By Mother’s Grave | Shutterstock

2 aprile 2013
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