Un anno senza acquisti al supermercato, un anno di alimentazione sana per vivere meglio. È questo il singolare obiettivo raggiunto da una giornalista del Guardian, con la rinuncia a ipermercati e catene multinazionali per ben 12 mesi. È possibile vivere così nella modernità? E, soprattutto, si può addirittura risparmiare? A quanto pare la risposta è affermativa.

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Joanne O’Connell si è imbarcata in questa avventura per gioco, per sfida ma anche per necessità: quella di risparmiare e di alimentare la sua famiglia in modo più sano. Così, con una serie di facili accorgimenti, è riuscita a salvare ben oltre 2.000 sterline sulla spesa alimentare, mangiando però meglio. Ecco la sua intrigante ricetta per il benessere:

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  • Orto: il metodo più semplice per risparmiare sugli alimenti è certamente quello di coltivare un orto. I costi di inizio attività sono relativamente bassi – la giornalista ha comprato semenze per meno di 2 sterline e terriccio per la stessa cifra – sebbene serva un grande impegno quotidiano. Già solo il fatto di piantare frutta e verdura porta a un risparmio immediato di 39 sterline, a cui si aggiungono ovviamente altri vantaggi economici pian piano che i vegetali crescono e producono frutto. In un clima mediamente freddo come quello dell’Inghilterra, l’intraprendente reporter è riuscita a coltivare 300 pomodori, fagioli, broccoli, lattuga, patate e addirittura lamponi;
  • Cucina: altro metodo semplice per risparmiare, e per alimentarsi in modo sano, è quello di riscoprire l’arte della cucina. Una cucina “da zero”, ovvero priva di composti precotti o di ingredienti commerciali pre-trattati, bensì dalla coltivazione alla tavola per passaggio diretto. La O’Connell, per motivi di tempo, ha organizzato dei weekend culinari dove ha preparato un gran numero di leccornie, per poi congelarle e averle a disposizione quando utili. La grande sorpresa è il pane fatto in casa: solo 39 centesimi, per un risparmio annuo di 170 sterline;
  • Giornate “parsimoniose”: due giornate al mese di riduzione dei consumi alimentari alleggeriscono di molto le spese della famiglia. Parsimoniose in senso lato, perché la dieta comprende comunque una colazione sostanziosa con frutta, sandwich vegetali o insalata a pranzo, una fetta di torta o una mela a merenda, un riso alle lenticchie per cena. Il costo totale è di circa una sterlina a persona per tutta la giornata;
  • Niente super-consumo: abbandonare il supermercato significa anche dover trovare alternative per prodotti più rari, non disponibili altrove o nei piccoli ortofrutta. Togliendosi dalle logiche di marketing della grande distribuzione, però, la giornalista si è accorta di non aver realmente bisogno di certi prodotti: vino costoso, formaggi di alta qualità, olive lavorate e molto altro ancora. Nessun super-consumo, in definitiva, i cibi superflui possono essere eliminati;
  • Acquisti in stock: acquistare grandi quantitativi dello stesso prodotto, purché si tratti di alimenti non facilmente deperibili, abbatte i costi più elevati della famiglia. Rivolgendosi anche direttamente ai produttori, la giornalista è riuscita ad aggiudicarsi 5 chili di riso per meno di 5 sterline, succhi di frutta a circa 60 centesimi al litro, 16 chili di farina organica a 15 sterline e molto altro ancora.

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Terminati questi 12 mesi sperimentali, la O’Connell si ritrova con oltre 2.000 sterline in più nel portafoglio e con una salute sensibilmente migliorata, dovuta a un ricorso massiccio alla dieta vegetariana. Vinta la sfida, però, la donna non sente alcun bisogno di ritornare a varcare la soglia del supermercato: la sua ricetta funziona, si vive meglio e si ha più denaro da investire come meglio si crede: perché rinunciarvi?

Foto: Woman Shopping At The Supermarket | Shutterstock

30 marzo 2013
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