Un albero per ogni bambino, nuova legge estende alle adozioni

Dal 16 febbraio in vigore la legge che vuole “un albero per ogni bambino“. A partire dallo scorso sabato i Comuni italiani avranno l’obbligo di piantare un albero in corrispondenza di ogni nuovo figlio registrato presso l’anagrafe cittadina. Un obbligo previsto già dalla legge Cossiga-Andreotti del 1992, ma che subisce ora alcune importanti modifiche rispetto alla formulazione originaria.

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Le modifiche principali riguardano disposizioni che puntano a rendere effettivo il rispetto della normativa. La legge n.10 del 14 gennaio 2013 prevede innanzitutto una modifica per quanto riguarda i Comuni destinatari dei suoi effetti, non più tutti, ma limitatamente a quelli con più di 15 mila abitanti. Per contro non saranno più interessate unicamente le nascite, ma faranno parte del computo finale anche le adozioni. Cambiano anche i tempi entro i quali gli enti locali dovranno provvedere alla piantumazione degli alberi, scesi da dodici a sei mesi a partire dalla nascita o adozione.

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Altre novità riguardano gli strumenti di controllo. Il rispetto del provvedimento verrà garantito con l’istituzione del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico presso il Ministero dell’Ambiente. A questo ente i Comuni dovranno comunicare tipologia e luogo di piantumazione dell’albero. Altro obbligo previsto un censimento, con cadenza annuale, di tutte le piantumazioni effettuate. Grazie a queste modifiche si spera di arginare la perdita di patrimonio boschivo italiana, pari secondo l’ISPRA a otto metri quadrati al secondo.

La legge n.10 del 14 gennaio 2013 introduce anche alcune norme per tutelare i cosiddetti alberi monumentali, oltre a ridefinire la Giornata nazionale dell’albero del 21 novembre con l’obiettivo di “perseguire, attraverso la valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, l’attuazione del protocollo di Kyoto”.

18 febbraio 2013
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