Umberto Veronesi: “l’uranio impoverito non fa niente”

I mesi che hanno preceduto il referendum sul nucleare sono stati caratterizzati da una vera e propria gara a chi la sparava più grossa. Comprensibilmente in difficoltà, anche a causa del disastro di Fukushima, molti pro-nuclearisti si lasciarono andare in metafore ed esempi assolutamente improbabili, nell’intento di rassicurare un’opinione pubblica sempre più allarmata.

Fra i campioni assoluti di questa disciplina, l’oncologo di fama mondiale Umberto Veronesi, capace di dichiararsi:

Disposto a dormire con scorie nucleare nella camera da letto, in quanto non esce nemmeno la minima quantità di radiazioni.

Ora, a prescindere dal merito tecnico, su cui Greenpeace ha già speso molte parole, si trattava evidentemente di una provocazione bella e buona. Chi immaginava però che dopo il referendum Veronesi avesse iniziato a mantenere una linea più sobria, è stato tristemente smentito. Non soltanto, infatti, l’attuale presidente dell’Autorità sulla sicurezza nucleare continua a rimanere uno sponsor convinto e appassionato dell’atomo, ma le sue dichiarazioni continuano a sfidare il buon senso. L’ultima riguarda l’uranio impoverito:

L’uranio impoverito non fa niente. Sono radiazioni alfa, con un range di un decimo di millimetro: uno se lo può anche mettere in tasca. Non è pericoloso.

Il nome uranio fa paura, ma è nell’acqua e nel mare. Abbiamo uranio dentro di noi. È debolmente radioattivo in condizioni naturali. Sono pacifista e antimilitarista non esistono bombe buone o cattive: uccidono esseri umani viventi. Bisogna opporsi a tutte le guerre e a tutte le installazioni militari.

Anche in questo caso si tratta di una provocazione. Esistono studi scientifici che provano, in effetti, la pericolosità dell’uranio impoverito solo nei casi di contaminazione diretta per inalazione (o per penetrazione di una ferita). Dunque, forse tenerlo in tasca potrebbe risultare “poco” pericoloso; ma ciò c’entra pochissimo con il rischio di contaminazione a seguito di incidente e di dispersione nell’aria di polveri e particelle di questo materiale.

Ed anche le dichiarazioni sul “pacifismo” sembrano piuttosto deboli. In tutto il mondo, il legame fra nucleare civile e quello militare è strettissimo. Scaricare sul “militarismo” gli effetti devastanti dell’uso in guerra di armi all’uranio, significa ignorare volontariamente questo legame. Ancora più gravi sarebbero, poi, le dichiarazioni dell’oncologo se fossero mirate a minimizzare l’effetto dell’uranio durante i bombardamenti; in quel caso, ma vogliamo sperare che nessuno si sia spinto così in là, saremmo di fronte a del vero e proprio negazionismo.

Di fuoco la reazione del presidente dei Verdi, Angelo Bonelli:

Le uscite di Veronesi sul nucleare e sull’uranio impoverito sono francamente sconcertanti. Come dimostrano, le operazioni nel Golfo, nei Balcani (con numerosi militari italiani colpiti da linfomi di Hodgkin) e in Somalia e l’operazione Enduring Freedom l’uso dell’uranio impoverito ha provocato leucemie e tumori nei militari, mentre è impossibile calcolare le conseguenze sulle popolazioni civili perché non sono mai state fatte indagini.

Le affermazioni di Veronesi sono tanto più sconcertanti visto che in Italia ci sono sentenze dei tribunali che dicono l’opposto, come quella di Firenze del 19 dicembre 2008 che ha definito le responsabilità del ministero della Difesa per le patologie di un militare italiano in servizio durante la missione Ibis in Somalia proprio in conseguenza dell’esposizione all’uranio impoverito; o come l’innovativa sentenza del Tar Campania che ha condannato sempre il ministero della Difesa a risarcire il danno biologico per un tumore alla tiroide di un militare italiano esposto all’uranio impoverito, dimostrano il nesso di causalità tra la malattia e l’esposizione.

Per finire, vi lasciamo con la parte finale delle dichiarazioni di Veronesi, che commentando legittimamente l’esito del referendum, scivolano, però, un po’ troppo verso il mistico:

Mi inchino alla volontà popolare, sono un democratico, però sono convinto che in futuro non sfruttare l’energia sprigionata dall’atomo sarebbe un regresso. La scienza va verso il futuro. Il sole stesso è una grande centrale nucleare, non è che ci buttino il carbone. E noi dobbiamo riprendere, microscopicamente, questo principio. L’universo è nucleare.

20 giugno 2011
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Danilo, domenica 13 novembre 2016 alle12:44 ha scritto: rispondi »

Ah, beh... se lo dici tu... a distanza di 5 anni da questo commento, vale il fatto che ad un militare italiano, deceduto a seguito di esposizione ad uranio impoverito, è stato riconosciuto da parte dello Stato (non senza un lungo e penoso processo) l'indennizzo (che percepiranno gli eredi). Ed adesso? Glielo spieghi tu, ai familiari, che non esistono prove scientifiche in tal senso caro "SM"?

SM, domenica 20 gennaio 2013 alle20:47 ha scritto: rispondi »

Articolo orientato ideologicamente di ZERO contenuto scientifico. L'Uranio impoverito non c'entra con le patologie dei militari, prima lo accettate e prima si scopriranno le vere cause. SM

Anna, giovedì 24 novembre 2011 alle9:10 ha scritto: rispondi »

quanti soldi ti ha dato la difesa per affermare questo?

Maurizio, martedì 21 giugno 2011 alle13:18 ha scritto: rispondi »

Gran bella notizia, ora sappiamo dove scaricare un vagone di scorie e uranio inpoverito,   nel giardino di casa sua!!!!!!!!!! , vediamo cosa ne pensa.

Djattasso, martedì 21 giugno 2011 alle11:38 ha scritto: rispondi »

Se anche lui fosse andato in missione per un paio di anni in zone in cui si è fatto un uso pesante di uranio impoverito non credo che direbbe le stesso cose anche perchè, con molta probabilità, non potrebbe più.......

Lascia un commento