Qualcuno lo aveva definito nientemeno che il “primo segnale del rinascimento nucleare italiano” (Enel), altri (Greenpeace), dopo i vari tentativi di convincere i cittadini della sicurezza del nucleare e, soprattutto, dell’innocuità delle scorie prodotte dagli impianti italiani, ne avevano criticato il comportamento tutt’altro che super partes. Si tratta del professor Umberto Veronesi, che proprio ieri ha deciso di lasciare la guida dell’Agenzia Nucleare italiana.

Le motivazioni delle dimissioni sono diverse e sono state esposte dallo stesso oncologo nel corso di un’intervista con il Sole 24 Ore.

Da una parte, intanto, il risultato del referendum sul nucleare del 12 e 13 giugno, in occasione del quale gli italiani hanno ribadito, per la seconda volta nella storia della Repubblica, la loro contrarietà all’installazione di impianti atomici sul territorio nazionale.

Non ha pesato di meno, inoltre, il fatto che l’Agenzia Nucleare Italiana non è mai diventata realmente operativa. In particolare, lo stesso Veronesi aveva dichiarato:

Avevo accettato solo perché confidavo in un progetto italiano di grande respiro per lo sviluppo della fisica nucleare e delle sue applicazioni nell’energia.

Ma, a distanza di due anni della sua istituzione, l’Agenzia era ancora priva di una sede (Roma o Genova?) e, soprattutto, di uno staff di esperti. Secondo la legge istitutiva (2009, N.d.R.), infatti, il team sarebbe stato composto da 100 ricercatori provenienti direttamente dall’ENEA (Ente nazionale energia e ambiente) e dall’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), ma l’attuale organico comprendeva, oltre a Veronesi, solo quatto commissari (Stefano Dambruoso, Michele Corradino, Maurizio Cumo e Marco Enrico Ricotti).

In sintesi, quindi, uno scenario completamente diverso rispetto a quello voluto da Veronesi, acceso sostenitore della necessità di un “un progetto nucleare italiano di grande respiro” e, oggi, non proprio disposto a occuparsi “nella migliore delle ipotesi, solo di scorie”.

In attesa di capire se con la Manovra bis l’ente possa essere definitivamente soppresso e suoi compiti trasferiti all’Authority per l’energia, le uniche parole di stima arrivano dal sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia, Stefano Saglia, il quale ha dichiarato:

Con le dimissioni di Veronesi perdiamo una figura di grande prestigio e utilità sulla cui candidatura il Governo ha creduto molto.

Esprimo dunque gratitudine al professor Veronesi per aver accettato l’incarico e comprendo che nel nuovo scenario post Fukushima i presupposti sono cambiati.

Nonostante questo però l’Agenzia rimane validamente in piedi, anche se sarà più snella ma non meno importante.

5 settembre 2011
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I vostri commenti
Enzo R., martedì 6 settembre 2011 alle8:08 ha scritto: rispondi »

Esame di coscienza per migliorare la conoscenza? E perché mai? Il rapporto materia energia è uno dei punti focali della scienza e, quindi, della nostra conoscenza. 

Bilancia72, martedì 6 settembre 2011 alle5:34 ha scritto: rispondi »

Ma cerca di farti un esame di coscienza!!

Enzo R., lunedì 5 settembre 2011 alle18:01 ha scritto: rispondi »

Concordo: perdere il contributo di persone come Veronesi è assai triste e preoccupante. Gli italiani hanno espresso il proprio parere, ma ipotecare il futuro in una direzione o l'altra è sempre fatto da evitare, in qualsiasi settore tecnico e scientifico. Il parere citato va rispettato, ma ciò non significa cancellare ogni ricerca sul rapporto materia -energia.

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