L’amore per un animale domestico è spesso sconfinato: l’amico quadrupede, con la sua presenza costante e la sua fedeltà impagabile, diventa di frequente il primo confidente, nonché un membro a tutti gli effetti della famiglia. Una nuova ricerca, tuttavia, mette in evidenza quanto il legame fra uomo e cane sia saldo: a quanto sembra, gli umani manifesterebbero più empatia per gli esemplari scodinzolanti rispetto ai propri simili.

Lo studio, condotto dai ricercatori della Northeastern University di Boston, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Society & Animals e ha voluto indagare il livello di empatia tipico che si viene a formare tra animale e proprietario. Gli esperti hanno formato un gruppo rappresentativo di 256 persone e, per misurare il grado di coinvolgimento, ha sottoposto gli intervistati a notizie e altri report relativi ad abusi, sia sugli uomini che sugli animali.

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Le notizie, fittizie e create ad hoc per lo scopo dei test, hanno riguardato diversi ambiti di violenza e maltrattamento. Ogni news è quindi stata sviluppata in due versioni, una con protagonista un umano e l’altra, invece, con una vittima animale. Ad esempio, è stato riportato il caso di uno sconosciuto assalitore armato di mazza da baseball: in una versione a colpito a morte un passante, nell’altra un quadrupede.

Dopo l’esposizione alle notizie, ai partecipanti è stato sottoposto un questionario per scoprire il grado di empatia sviluppato con i protagonisti degli abusi rinvenuti nella storia. È quindi emerso come i livelli di stress siano maggiori quando coinvolto vi è un cane, rispetto a una vittima umana di violenze. Così hanno spiegato i ricercatori:

I partecipanti sono stati significativamente meno turbati da vittime umane adulte, in confronto a bambini, cuccioli e cani adulti. Solo i bambini ricevono un punteggio più alto dei cani. […] I soggetti non vedono i cani come animali, bensì come “bambini pelosi”, membri della famiglia accanto ai più piccoli.

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Secondo quanto spiegato dai ricercatori, i risultati non sottolineano tuttavia un disinteresse degli uomini per i propri simili. A influire sulla reazione, infatti, è la vulnerabilità del maltrattato: il cane è considerato maggiormente indifeso rispetto a un uomo adulto.

Sembra che gli adulti umani siano considerati in grado di proteggere loro stessi, mentre i cani adulti sono più visti come cuccioli cresciuti.

6 novembre 2017
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