L’inquinamento indoor è spesso sottovalutato dalla ricerca, ma probabilmente incide molto di più sulla nostra salute rispetto a quello esterno. In ufficio infatti molti italiani passano gran parte della giornata, mentre in strada non trascorrono più di 1-2 ore al giorno. Ma a volte i livelli di inquinamento indoor sono addirittura peggiori di quelli outdoor. Ne è convinto il CNR che ha appena presentato i risultati di una ricerca intitolata “Emissioni da materiali da costruzione, il ruolo della ventilazione, il ruolo delle piante”, che dimostra come negli uffici europei tira letteralmente una brutta aria.

Lo studio del CNR si inserisce nel più ampio progetto europeo chiamato OfficAir Project e ha preso in esame 200 edifici moderni (con meno di 10 anni di età) adibiti ad uso ufficio come banche, call center e altri tipi in otto Paesi europei, tra i quali l’Italia. E i risultati sono stati sorprendenti. Formaldeide, benzene e terpeni, tre agenti inquinanti pericolosi per la salute umana, sono presenti in quantità superiori al livello di allarme nella gran parte degli edifici. Questi e altri pericoli derivano dall’attrezzatura sempre presente negli uffici come stampanti, mobili, fotocopiatrici, ma anche prodotti per la pulizia e deodoranti.

In totale, afferma il CNR, esistono almeno 30 inquinanti pericolosi nei cosiddetti “posti confinati”, cioè stanze al chiuso, che respiriamo tutti i giorni. La maggior parte di questi agenti sono cancerogeni. L’allarme maggiore riguarda la formaldeide, agente chimico usato per le vernici e sul legno, che raggiunge livelli quattro volte superiori rispetto all’esterno. In un ufficio il livello medio riscontrato in Italia è di 15 microgrammi per metro cubo; all’esterno non supera i 4 microgrammi in inverno. In estate la situazione è anche peggiore: 18 microgrammi all’interno, 9 fuori. La soglia che desta preoccupazione è di 10 microgrammi per metro cubo, il che significa che tutti i giorni chi lavora in ufficio ne respira una quantità troppo elevata.

In tutti i Paesi abbiamo sempre riscontrato che le concentrazioni di inquinanti indoor sono più alte di quelle outdoor. I dati sono allarmanti se si considera che passiamo la maggior parte della nostra giornata in ufficio e che una percentuale significativa della popolazione degli Stati membri dell’Ue lavora quotidianamente negli uffici, percentuale destinata ad aumentare in futuro

ha spiegato una delle ricercatrici, Rosanna Mabilia del dipartimento di scienze bio-agroalimentari del CNR.

12 dicembre 2013
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sole, venerdì 13 dicembre 2013 alle10:11 ha scritto: rispondi »

Pazzesco! Mi ricordo 3 anni fa quando comprai la macchina nuova,mi piaceva l'odore di nuovo...oppure da piccola mentre scartavo la barbie,prima l'annusavo e poi ci giocavo. Mi e' rimasto ancora quell'odore nei ricordi...purtroppo allora si sapeva ben poco di tutti questi materiali tossici. Povero mondo!

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