Nuova stretta in materia di smaltimento delle scorie nucleari. Ben 143 i reattori europei che dovranno adeguarsi alle nuove direttive, in vigore a partire dal 2015. Nei prossimi 4 anni dovranno essere realizzati nuovi e più sicuri bunker per lo stoccaggio dei rifiuti atomici, abbandonando progressivamente quelli di superficie in favore di quelli sotterranei.

Forti limitazioni imposte anche nel caso di esportazione dei materiali di scarto in paesi fuori dall’Unione Europea. Esclusa in Africa, Pacifico, Antartide e Caraibi, negli altri stati risulta possibile nel caso vengano rispettati alcuni parametri da parte del ricevente, in particolare per quanto riguarda la profondità alla quale dovrà essere collocato il bunker.

Le direttive diramate dell’Unione Europea sembrano in qualche modo recepire il senso di insicurezza e di sfiducia che circonda il nucleare dopo la crisi di Cernobyl del 1986, ancor più sentito dopo le fuoriuscite radioattive degli ultimi mesi a Fukushima. Decisione che procede nella direzione già intrapresa dalla Germania, con la chiusura delle centrali nucleari prevista per il 2022.

I paesi che dispongono di risorse atomiche dovranno elaborare dei piani di adeguamento alle nuove regolamentazioni Ue, procedure che verranno poi analizzate e verificate dal Commissario europeo per l’energia Guenther Oettinger. Nel dettaglio dovranno essere indicate non solo le procedure che andranno implementate, ma anche i costi e le tempistiche che queste comporteranno. Nel commento rilasciato dallo stesso Oettinger, egli sottolinea come:

Dopo anni di inattività, l’Unione Europea per la prima volta si impegna a smaltire in maniera definitiva le scorie nucleari.

20 luglio 2011
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