Dopo 12 anni cade la moratoria sulle coltivazioni di OGM e arriva così il via libera della Commissione Europea alla coltura di 5 prodotti tra cui la patata transgenica Amflora prodotta dalla multinazionale BASF.

Da oggi, quindi, nei paesi dell’Unione Europea, potranno essere coltivate questo tipo di patate, modificate in modo da avere un maggior contenuto di amido, nonché di tre tipi di mais e dei prodotti derivati dall’amido della stessa patata Amflora da utilizzare come mangimi.

Una decisione su cui pare essere stato decisivo il parere favorevole del presidente della Commissione Europea, lo spagnolo Manuel José Barroso, che ha comunque assicurato di non voler imporre la coltura degli organismi geneticamente modificati ai vari paesi.

Da parte sua l’UE dice di aver valutato con molta attenzione la questione relativa alle ripercussioni della decisione sulla salute dei cittadini:

I cinque OGM autorizzati sono stati esaminati con la più grande attenzione, in modo che le preoccupazioni espresse al riguardo della presenza di un gene resistente agli antibiotici siano pienamente tenute in considerazione.

Il commissario Ue alla salute, John Dalli, aggiunge:

Dopo un esame completo e approfondito dei cinque dossier ogm sul tavolo, mi è sembrato chiaro che nessun nuovo argomento scientifico aveva bisogno di essere esaminato ulteriormente, la Commissione ha svolto il suo ruolo in maniera responsabile, prendendo decisioni che si basano su esami di sicurezza condotti dall’Efsa, l’agenzia europea per la sicurezza degli alimenti.

Nonostante le rassicurazioni non mancano tuttavia le polemiche, le quali arrivano soprattutto dall’Italia per voce del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, che sottolinea:

La decisione presa oggi dalla Commissione europea di concedere l’autorizzazione alla coltivazione di una patata geneticamente modificata ci vede contrari. Il fatto di rompere una consuetudine prudenziale che veniva rispettata dal 1998 è un atto che rischia di modificare profondamente il settore primario europeo. Non solo non ci riconosciamo in questa decisione, ma ci teniamo a ribadire che non permetteremo che questo metta in dubbio la sovranità degli Stati membri in tale materia. Da parte nostra proseguiremo nella politica di difesa e salvaguardia dell’agricoltura tradizionale e della salute dei cittadini. Non consentiremo che un simile provvedimento, calato dall’alto comprometta la nostra agricoltura. Per questo valuteremo la possibilità di promuovere un fronte comune di tutti i Paesi che vorranno unirsi a noi nella difesa della salute dei cittadini e delle agricolture identitarie europee.

Sulla stessa posizione Legambiente, che parla di “decisione assurda” e di “follia”, chiedendo un intervento urgente del ministro Zaia per bloccare questo tipo di coltivazioni.

Dello stesso tono, inoltre, anche le riposte dei Verdi, che avanzano l’ipotesi di indire un referendum per bloccare le coltivazioni OGM nel nostro Paese. Sottolineano il pericolo dovuto alla presenza di un gene in grado di provocare la resistenza ad un antibiotico importante per la salute umana. L’allarme viene lanciato con decisione parlando di “assalto alla sicurezza alimentare”, anche se, per diversi osservatori, a rischio vi è tutto il comparto agroalimentare.

3 marzo 2010
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I vostri commenti
Roby, mercoledì 29 maggio 2013 alle7:41 ha scritto: rispondi »

Le distrazioni per la massa fanno si che questi articoli utilissimi siano letti da pochi esseri svegli!

ziomaul, giovedì 4 marzo 2010 alle22:57 ha scritto: rispondi »

Noi produciamo cibo solo perché è di ottima qualità e sano in quanto le produzioni estere costano di meno anche senza OGM. Se sanno che usiamo l'OGM in Europa ovviamente le vendite crolleranno e i contadini Europei faranno la fine dei contadini Indiani (che da anni usano OGM)ovvero si impiccheranno ad migliaia. L'OGM in India non solo non abbassò (anzi lo alza) il prezzo delle culture ma peggiorò la fame in India. Allora? Ciao

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