Ucciso il lupo disabile del branco di Roma

Genera grande commozione la scomparsa di un lupo disabile, appartenente al branco che, da qualche tempo, si è insediato presso il parco urbano di Castel di Guido, a Roma. L’animale, noto per la sua difficoltà a muovere le zampe posteriori, pare sia deceduto a seguito di un incidente automobilistico. Lo comunica Lipu, l’organizzazione che si occupa dell’oasi faunistica dove hanno trovato casa questi lupi.

L’annuncio è avvenuto tramite Facebook, piattaforma scelta da Lipu per confermare il decesso dell’animale:

Nella mattinata di martedì 10 aprile ci è giunta la segnalazione del rinvenimento di un lupo senza vita all’interno dell’Azienda Castel di Guido. Appena giunti sul posto, non abbiamo potuto fare altro che constatare il decesso dell’animale, che si è rivelato ben presto essere il giovane lupo più debole della famiglia. Al grande dispiacere per la morte dell’animale, si è subito aggiunta la rabbia per le evidenti cause non naturali del decesso. Infatti è risultato ben presto evidente come la morte dell’animale fosse stata causata da un trauma da impatto, probabilmente con un’automobile sulla sterrata adiacente al luogo del ritrovamento.

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Il lupo era ben noto dall’associazione, nonché dagli appassionati del luogo, per via della sua condizione fisica. Privato dell’uso delle zampe posteriori, era stato inquadrato più volte dalle telecamere del parco, intento a spostarsi con fatica. Ad accompagnarlo l’intero branco, pronto a proteggerlo e ad accudirlo, aiutandolo in tutti i suoi movimenti. L’animale, di un anno di vita, aveva così superato le avversità, ma è bastata la corsa di un’auto per interrompere questa storia di successo animale. Così prosegue l’associazione:

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Rimane quindi l’enorme amarezza nel costatare che, a fronte di uno sforzo che ha dell’incredibile da parte di un branco, che sopra ogni aspettativa si è preso cura e ha accudito con successo per quasi un anno un membro disabile della sua famiglia, corrisponde da una parte la truce crudeltà di alcuni appartenenti alla specie umana e dall’altra l’indifferenza di chi ha la responsabilità di gestire un territorio tanto prezioso datogli in affidamento.

L’associazione ha pubblicato su Facebook le immagini del ritrovamento, la cui visione è sconsigliata a un pubblico sensibile.

16 aprile 2018
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I vostri commenti
elena, giovedì 3 maggio 2018 alle12:54 ha scritto: rispondi »

Auguro a questi maledetti ignobili schifosi la stessa fine .....

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