La Corte d’Appello di Bucarest ha deciso di sospendere momentaneamente la legge che autorizzava la soppressione dei randagi in Romania. A fare ricorso è stata l’associazione Vier Pfoten che ha richiesto la sospensione di alcune normative considerate illegali, con il sostegno in aula di 29 Senatori. La Corte esaminerà le normative e si pronuncerà in merito il 25 settembre. La legge, conosciuta come ammazza-randagi, era entrata in vigore il 10 settembre 2013, dopo il consenso da parte della Camera dei deputati. Con questa normativa ogni sindaco avrebbe potuto disporre dei cani di strada a piacere, favorendo così una mattanza indiscriminata.

I cani venivano catturati e soppressi entro 30 giorni, in alcuni casi entro solo tre giorni se considerati malati o aggressivi nei confronti delle persone. I quadrupedi non reclamati o adottati entro 14 giorni, venivano inseriti nell’iter per la soppressione definitiva. Al contempo nessuna gestione cittadina aveva mai preso in considerazione soluzioni alternative, come la sterilizzazione e la possibilità di prendere un cane in affidamento per poi adottarlo. Le procedure per favorire la salvezza dei randagi sono molto lente e articolate: per poter adottare un cane è indispensabile dimostrare di possedere una sicurezza economica necessaria per mantenerlo. Non solo, è necessario disporre di uno spazio adeguato e, in alcuni casi, serve anche la firma dei vicini di casa.

Positive le reazioni da parte delle associazioni animaliste presenti sul territorio come Save The Dogs e FOUR PAWS. Secondo Gabriel Paun, Direttore delle campagne di FOUR PAWS:

La decisione della Corte di sospendere le norme di sterminio è un segnale chiaro e indipendente che la legge in questione non lavora nel modo giusto. Ci dona fiducia nei confronti del nostro obiettivo, sensibilizzando verso un cambiamento emotivo e un metodo razionale per gestire umanamente i randagi.

Grazie al supporto di donatori e volontari, circa 100.000 cani sono stati accuditi e sterilizzati. Ma nonostante questa svolta positiva, da Bucarest non giungono notizie confortanti: il progetto Autorità per la Vigilanza e la Protezione degli Animali (ASPA) è intenzionato a proseguire nel suo cammino di sterminio. Il coordinatore, Razvan Bancescu, sostiene che il programma di contenimento dei randagi fino a ora applicato abbia ridotto le aggressioni del 75%, favorendo la cattura di 25.000 cani e la morte di 10.000 esemplari. Bancescu considera questo fermo come irrilevante, mentre il sindaco della città – Sorin Oprescu – definisce la misura aberrante. Ma, contrariamente a ciò che è stato affermato da Bancescu, le soppressioni riceveranno uno stop in attesa della delibera da parte della Corte D’Appello. Al contempo nel canile municipale di Galati sono previste 1.000 soppressioni imminenti, nei confronti di cani che hanno ricevuto abusi e violenze come denunciato dalla Fondazione Susy Utzinger, in tandem con l’associazione locale Help Labus.

26 giugno 2014
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